Sanremo 2015: un Festival di cambiamento e speranza? La finale.

SANREMO- Si chiude il sipario su un’ edizione di Sanremo che lascia in eredità una serie di considerazioni, diversi spunti. La rottura con il passato è palpabile, il Festival si adatta ai cambiamenti sociali e, non sembri eccessivo , ne fagocita lo spirito. L’Italia ha convissuto con Sanremo e con gli eventi della Storia. Dal difficile dopoguerra passando per il boom economico, il sessantotto, l’austerity, il terrorismo , l’era craxiana, tangentopoli, Berlusconi ed ora Renzi e Bergoglio.
L’edizione di quest’anno è stata marcata da un impeccabile Carlo Conti che ha condotto in maniera renziana . Dritto per la sua strada, decidendo autonomamente, a testa bassa. Lo share ha detto che è la strada giusta. Si è circondato di assistenti essenziali, donne senza fronzoli. La serata si è aperta con la grande PFM che, con la banda dell’ Esercito, ha rivisitato il Nabucco in chiave progressive. La competizione canora ha rispettato, come sempre, i pronostici, Il Volo ha sbaragliato la concorrenza.

il volo

La serata finale ha riservato un Panariello strepitoso, un Will Smith al top oltre ai ragazzi della fiction di Raiuno, Braccialetti Rossi. In definitiva , il nuovo corso della società reale , politico e religioso , si è palesato all’ interno della tenzone canzonettara con tematiche in linea rispetto a questa tendenza.
Un Festival di cambiamento e speranza. Avanti così.

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