Sanremo 2015, spazio alle cover. La terza serata

SANREMO– La terza serata, negli ultimi anni, è dedicata alle cover di brani molto famosi eseguite da tutti i concorrenti. Un’arma a doppio taglio questa. Un’esibizione ben fatta potrebbe infatti influire psicologicamente in positivo sui giudizi relativi alla gara vera e propria, viceversa una prova deludente rischierebbe di essere letale. Potrebbero quindi trarne giovamento i giovani Dear Jack, stroncati dalla critica l’altra sera e riabilitatisi alle orecchie di chi giudica. Un professionista sempre impeccabile come Raf, è invece incappato in una performance a dir poco imbarazzante, con almeno un paio di stecche davvero inconsuete per i suoi standard. Una gara nella gara che ha visto vincitore Nek, autore di una convincente versione della celeberrima Se telefonando della grande Mina. Ottima la prova di Chiara, la sua voce, il mood che trasmette quando canta sono un marchio che ne certifica, semmai ce ne fosse bisogno, la bravura. Niente male anche il duo Biggio-Mandelli con la cover di Cochi e Renato mentre l’altro duo, Di Michele-Platinette, ha rovinato in un colpo solo quanto di buono mostrato nella prima serata. L’atteso collegamento dallo spazio ha mostrato una Samantha Cristoforetti visibilmente felice di stare lassu’ , cosi come il cantante dei redivivi Spandau Ballet, miti dei primi anni ottanta, che non smetteva di ringraziare, ad uno ad uno, tutti gli abitanti di Sanremo.
Ma nella storia di questa edizione rimarrà il fatto che si è dovuto attendere la terza serata per vedere, finalmente, dei comici all’altezza della tradizione festivaliera, Paolo e Luca. Geniale la loro idea, sotto forma di canzone, di sbeffeggiare le innumerevoli ed interminabili celebrazioni di cantanti defunti. Pungenti, irriverenti nella satira politica, hanno “usatoConti per sferrare una stilettata al premier e, finalmente, hanno fatto notare, a modo loro, quanto il Festival sia diventata una succursale della De Filippi.  Detto del pittoresco presidente della Sampdoria, personaggio decisamente sui generis e follemente incontenibile, c’è da registrare la prima gaffe di Carlo Conti. Ebbene sì, è ufficiale, il conduttore fiorentino è umano. Di sicuro questo inconveniente non andrà ad inficiare una conduzione di polso, di carattere, come nel suo stile. Navigando in rete, nei vari blog si leggono giudizi aspri ed impietosi sulla kermesse sanremese. Perlopiù, si tratta di persone che non si sono nemmeno sintonizzate su Rai 1, in parte deluse dal passato, in parte ortodossamente prevenute.

Questa edizione è leggera, senza soste, senza inutili orpelli, non induce alla sonnolenza e l’unico effetto collaterale è che sta rivalutando l’immagine del caro vecchio Festival.

 

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