Il film candidato agli Oscar, "Turner" in programmazione al Nuovo

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Turner diretto da Mike Leigh con protagonista Timothy Spall presentato e premiato a Cannes, è un ottimo film, toccante e commuovente  sul paesaggista inglese William Turner, massimo esponente del Romanticismo inglese  ma che anticipò con la sua originalissima tecnica, impressionismo e altre avanguardie. Il film è in programmazione al cinema Il NUOVO dal 5 febbraio.

Il film si colloca negli ultimi venticinque anni della vita dell’artista, una vita non particolarmente turbolenta, caratterizzata da numerosi viaggi in lungo e in largo per la Gran Bretagna, per le Fiandre, per la Danimarca, la Francia e persino l’Italia del Sud a cui dedicò la numerosa serie di vedute pittoresche visibili oggi, per lo più alla National Gallery e alla Tate di Londra.

Con un padre a lui devoto, che intuì il talento del figlio esponendo nella vetrina del suo negozio di barbiere a Covent garden i primi disegni del giovanissimo William, facendogli da “garzone da bottega”, mescolando colori e preparando le enormi tele e con una domestica zoppa legata a lui da un morboso sentimento non chiarito, Turner visse disegnando eternamente, negli “sketchbook” sanguigne e mezzetinte per poi passare su tela quelle impressioni. Nel film il pittore Turner è un personaggio burbero, in preda al suo istinto artistico (e non solo artistico) a volte quasi animalesco, alla ricerca della potenza, della forza della natura da ritrarre, del sublime (di cui aveva parlato Burke nel 1757) che si scatena nel mare in tempesta, nel ventoso paesaggio della Cornovaglia, nella bellezza senza tempo del tramonto a Millbank e nell’impetuoso vapore del treno della grande ferrovia occidentale. A Millinbank a seguito di vari soggiorni per studiare atmosfera e paesaggio, conoscerà la sua ultima compagna, Sophia Booth, titolare di una pensione,con cui condividerà gli ultimi anni avendo rinnegato la moglie e le figlie. Una vita quella di Turner, segnata dalla presenza controversa alla Royal Academy dove espose giovanissimo, sin dal 1790 diventando l’artista più noto della sua generazione ma anche quello più contestato.

Come è noto, protagonista dei suoi quadri è la luce: Turner lesse e si appassionò della scienza dell’ottica e della percezione avvalendosi anche delle teorie scientifiche dell’epoca, quelle stesse teorie che porteranno gli impressionisti a inaugurare la nuova arte en plein air. Il film stesso gioca su una fotografia straordinaria -per la quale è candidato all’Oscar-, e in alcuni momenti i personaggi sembrano immersi nei paesaggi stessi dei quadri di Turner, sotto una luce indistinta, suggestiva, atmosferica. Le biografie riportano anche l’ammirazione per pittori come Tiziano e Poussin, il suo dialogo personale con il pittore Lorrain, di cui si hanno poche tracce nel film così come forse poco appaiono gli avvenimenti storici del suo tempo e  la modernità del suo lavoro artistico, precorritrice delle avanguardie di inizio Novecento.

Un film da non perdere, uno sguardo privato e personale su un’artista che gli ultimi anni non volle più vendere la sua produzione per lasciarla, taccuini compresi, in eredità alla Nazione inglese.

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