Case popolari, Baldino chiede un incontro al SUNIA

LA SPEZIA– Ascoltando le parole del neo presidente della Repubblica Mattarella circa l’attenzione che la politica deve avere verso i reali problemi degli italiani, le loro difficoltà e le loro paure, mi è immediatamente venuto alla mente l’articolo 3 della DM 80/2014 meglio noto come DM Lupi, ultimo attacco allo Stato sociale tentato da questo Governo .
Nel decreto, infatti, si sancisce la possibilità, da parte degli enti che gestiscono l’edilizia popolare, di vendere all’attuale prezzo di mercato, al miglior offerente gli alloggi costruiti a suo tempo con soldi pubblici. All’inquilino rimarrebbe la sola possibilità di esercitarne al momento dell’asta pubblica un diritto di prelazione, pagando però il prezzo corrispondente alla migliore offerta di mercato (poi sostituito con un non meglio specificato coefficiente moltiplicatore). Altra alternativa non v’è, se non quella di rimanere senza casa o di farsi spostare di ufficio , come un pacco postale, in altro alloggio con tutte le incognite del caso. Un Decreto che ricorda davvero la peggior Unione Sovietica.
Il peggior approccio della politica, che dovrebbe essere al servizio della comunità, come più volte ricordato dal nostro Presidente della Repubblica, e che in realtà si scaglia come un maglio contro la gente, contro i diritti dei cittadini, contro quel che rimane dello stato sociale!
Un Decreto che di fatto è in grado di gettare nel panico milioni di italiani che con lo stato avevano fatto un patto.
Un canone di affitto equamente calcolato in base ai loro redditi e alle loro possibilità economiche, in cambio di un tetto sicuro sulla testa.
Belle dunque le parole del neo Presidente della Repubblica, ma come possono sposarsi con il Governo del fare firmato da Renzi, che tende a “sbriciolare” lo stato sociale della nazione, minandone i suoi principi fondatori : Case, Lavoro, Pensione , in nome di un ridimensionamento della spesa che pare debba essere raggiunto sempre e solo sulle spalle delle classi medio-basse alle quali si vuol levare tutto… anche il diritto alla casa?

La vicenda della vendita degli alloggi di edilizia popolare in Liguria è ormai tristemente nota, perché l’attuale assessore alle infrastrutture della regione Lella Paita tentò di strumentalizzarla per costruirvici sopra una buona fetta della sua campagna elettorale.
La Regione Liguria infatti, avrebbe potuto in base al Titolo V della Costituzione (che ancora esiste) semplicemente non recepire il Decreto Lupi o parte di esso, rifiutandosi dunque di mettere all’asta gli alloggi.
In realtà, come spesso avviene in questa nazione, si è scelta la via più “ipocrita e insana”, recependo il Decreto, salvo poi far finta di non condividerlo, aprendo una pseudo-trattativa che ha dato modo alla Paita di comparire agli occhi dei poveri inquilini a rischio, come una salvatrice del loro tetto invece che come una pavida funzionaria, incapace di opporsi, pur avendone i titoli di legge, a una disposizione ritenuta ingiusta.
Non si tratta e non si media se una cosa è un diritto… e la casa sicuramente lo è e la Regione Liguria ha modo di farlo valere utilizzando la legge.

Sono dunque formalmente a chiedere a SUNIA (Sindacato inquilini) un incontro, onde sollecitare in tempi brevi una nuova assemblea civica riservata agli inquilini degli alloggi popolari , nella quale aprire un confronto serio con i funzionari e i politici della regione preposti. I cittadini della Spezia interessati da questo provvedimento assurdo e iniquo vogliono sapere cosa davvero intende fare la nostra Regione per opporsi all’articolo 3 della DM 80/2014. Vogliono avere la certezza che nessuno toccherà le loro case, e vogliono infine capire, se la regione Liguria che per competenza sovrintende a questi alloggi intende essere al loro fianco in questa battaglia oppure no.

Massimo Caratozzolo Baldino – Cand.M5S – Regione Liguria / Meetup 11″ – La Spezia

 

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