Quell'ecomostro che domina Montecatini Terme

MONTECATINI TERME – Arrivi a Montecatini Terme, passeggi e noti immediatamente un numero impressionante di hotel, alcuni dei quali chiusi per sempre. Le strade sono pulite, i palazzi e le ville del centro storico molto curati, ti colpiscono però, per la loro pericolosità, quei dissuasori di marmo, messi lungo le vie, contro i parcheggi selvaggi. Quegli ostacoli, la notte si notano veramente poco, quindi sono inevitabilmente pericolosi.

Anche nella città termale della provincia di Pistoia, la crisi si è fatta sentire e continua a perdurare.  Mentre percorri il viale delle Terme, in fondo non puoi far a meno di notare quell’ecomostro che domina dall’alto tutta la cittadina. Ti chiedi come sia possibile aver dato l’autorizzazione a costruirlo. Possibile che nessuno si sia reso conto dello scempio che si stava realizzando? Quell’ammasso di cemento è un bene confiscato alla criminalità organizzata: doveva essere l’Hotel Paradiso, albergo di 5 piani in posizione dominante a Montecatini Alto, ormai vuoto da anni e inagibile, da quando la struttura pensata ad uso di residenza sanitaria-assistenziale, fu prima sequestrata nel 1995 e poi confiscata nel 2001. L’albergo rientrava nel patrimonio di una società, la Vu.Ma., controllata dalla famigerata banda della Magliana.

Oltre a Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Capitale, le presenze mafiose a Montecatini Terme nell’arco di questi ultimi trent’anni sono state di assoluto rilievo. Le operazioni delle forze di polizia, infatti, hanno registrato le presenze di:

– Gaetano “Tano” Nicotra, capo della famiglia mafiosa di Mistrebianco (CT), arrestato nel 1992 a Montecatini;
– casalesi, fazione Bidognetti, dediti all’usura;
– clan camorristici Mazzarella, Lo Russo, Nuvoletta e Gionta;
– clan La Torre con l’operazione Artemide, nel 2000 la DIA ha scoperto come i soldi degli appalti pilotati dalla camorra, legati allo smaltimento dei rifiuti nel casertano, venissero riciclati a Montecatini Terme attraverso l’acquisto di quote miliardarie di una società leader nel settore turistico che controllava un grosso albergo, una discoteca e un ristorante.

Come tantissimi altri beni confiscati, anche questa mega struttura, a causa dei gravami presenti e delle condizioni strutturali, sarà molto difficile da destinare. L’Hotel Paradiso rimarrà lì ancora per tanti anni a dominare tutta la vallata, deteriorandosi sempre di più come i tanti altri “monumenti” della mafia, che continuano ad affiorare e sfregiare il nostro bel Paese.

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