Il fondamentalismo si combatte con la cultura e il dialogo. Riflessione del drammaturgo Jeton Neziraj

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Il Comune della Spezia gli aveva consegnato un CREST per il valore della sua opera in occasione della residenza artistica collegata con il nuovo progetto di teatro musicale Diffraction. In paradise artists can fly. E Jeton Neziraj nato e residente a Prishtina, si trova oggi a riflettere, attraverso le pagine di un suo quanto mai profetico testo teatrale “La distruzione della Torre Eiffel(ed. italiana Cut up) su terrorismo, fondamentalismo e quali armi non violente per combatterle. Una riflessione lucida e impegnativa (pubblicata dal massimo blog italiano di teatro “Teatro e critica” e poi ripreso dal portale Osservatorio Balcani e Caucaso) oltre che coraggiosa, considerata l’area da cui parla, il Kosovo, ex provincia serba oggi sempre più al centro dell’attenzione per l’allarme terrorismo a causa dell’aumento di combattenti jihadisti fondamentalisti che partono da qui per Iraq e Siria, come denunciava l’Espresso nei mesi scorsi. Il Kosovo non ha ancora una legge che punisce il reclutamento di terroristi o chi va a combattere all’estero. Nel settembre 2013 Roberto Magni e Luca Ciccotti ne avevano parlato in un libro edito da FrancoAngeli  (Kosovo: un paese al bivio) in cui gli autori spiegavano come ONG islamiche operanti nel territorio erano talvolta coperture per finanziare il terrorismo.

Dall’intervento originale per Teatro e critica scritto pochi giorni dopo i fatti di Charlie Hebdo, estrapoliamo una parte significativa il cui contenuto condividiamo come redazione:

Non mi ritengo certo un esperto delle tematiche tra religione e terrorismo, e non sono sicuro di poter avanzare affermazioni corrette, ma lasciatemi dire che, per quanto mi riguarda, il fondamentalismo religioso è connesso alla povertà, all’instabilità delle comunità ed altre crisi sociali, soprattutto è connesso al primitivismo. Questi sono contesti in cui la gente viene facilmente manipolata. L’estremismo religioso funziona come il nazionalismo. Sono entrambi nutriti da certe ideologie che finiscono per portare profitto ad alcuni leader che si arricchiscono, mentre altre persone vengono manipolate e affondano ancora di più in una condizione di povertà e sofferenza.
Per quanto mi riguarda, il migliore strumento per prevenire il fondamentalismo religioso e l’estremismo è quello di investire nel dialogo interculturale. La cultura può possiede una grande forza nell’abbattere stereotipi e pregiudizi che nutriamo uno per l’altro e così creare ponti e coesistenze.

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