La Pax renziana, una nota di Mario Bonelli

E ora? Dopo le mirabolanti primarie PD, urla, denunce, scissioni, insulti di tutto e di più, è scoppiata la Pax renziana, che in termini casalinghi significa nascondiamo la polvere (sotto il tappeto): compriamo un tappeto nuovo e tiriamo avanti, pronti per nuove incredibili imprese (a mio parere la conquista di un posto in Regione o giù di lì). La logica di tutto questo è lottare ovviamente per coltivare, orti, orticelli, megaorti, megayacht e mega vitalizi.  Nel nome del prossimo assalto, tutti sono pronti a trovare unità e compattezza, salvo poi scannarsi se si resta a bocca asciutta. In questo contesto la legge elettorale, la riforma del lavoro, lo Statuto dei lavoratori, l’evasione fiscale, la camorra, la mafia sono roba da nascondere sotto il tappeto. Un  tappeto largo e pesante, capace di incantare come una droga il popolo “bue”, che continua a sognare nel lungo sonno del servilismo e del clientelismo, sperando ciascuno di arraffare qualcosa nel saccheggio generale. Ed è un quadro desolante, in cui da Vendola a Grillo si gioca a perdere. Il primo sempre pronto ad essere la stampella del Renzi-pensiero che spera di redimere e portare sulla retta via, magari propinandoci un’altra Boldrini. Gli altri chiusi in un autistico isolamento, lontani dalla gente, dai problemi, incapaci di proporsi sul territorio e obbedienti alla coppia Grillo-Casaleggio, come se per cambiare il sistema bastasse una battuta o un timido direttorio di nominati.

Così non va.

(Mario Bonelli)

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