Attilio è mio fratello. Barcellona Pozzo di Gotto ricorda l'urologo ucciso dalla mafia

BARCELLONA POZZO DI GOTTO– Per la famiglia Manca quest’anno sono 11 anni senza Attilio, senza verità, senza giustizia. Era il 12 febbraio del 2004, infatti, quando l’urologo siciliano fu trovato morto nella sua abitazione di Viterbo, città dove lavorava. Attilio, giovane e brillante medico, giaceva seminudo sul letto, il corpo pieno di ecchimosi, una pozza di sangue per terra, il setto nasale deviato. “Suicida“. “Drogato“. Queste le prime ipotesi. Nel corpo del giovane Attilio, un mix di droga, tranquillanti, alcool. Iniettati da altri, secondo la famiglia che non crede, non ha mai creduto e mai crederà al suicidio, né tanto meno che Attilio si drogasse. Non avrebbe mai potuto, col lavoro che faceva, con la precisione che metteva nei suoi interventi. Attilio, mancino puro, si sarebbe iniettato la droga nel braccio sinistro; due buchi, due buchi soltanto. Ben pochi, per un “drogato abituale“. Ma la richiesta di giustizia da parte della famiglia Manca si scontra da 11 anni con il muro di gomma dell’omertà: nessuno sa, nessuno parla, nessuno sussurra il nome di Bernardo Provenzano, che nel 2003 fu -con ogni probabilità- paziente del dottor Manca. Cosa vide, cosa sentì, cosa sapeva il giovane Attilio che faceva così tanta paura a “Binnu u’ Tratturi“?

Mercoledì 11 febbraio la famiglia e gli amici di Attilio Manca (A.N.A.A.M.) ricorderanno il giovane medico ucciso da Cosa Nostra con l’evento “Attilio è mio fratello“.

Programma (nei prossimi giorni ulteriori dettagli).

15:30:  Santa Messa presso la parrocchia di Santa Maria Assunta (Barcellona Pozzo di Gotto)
16,30: Incontro presso l’ Auditorium di San Vito (Barcellona Pozzo di Gotto poco distante dal luogo ove si terrà la Santa Messa).

Evento Facebook: Attilio è mio fratello

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