Verso il Quirinale: chi salirà al Colle dopo Re Giorgio?

ROMA– Manca meno di una settimana all’inizio delle votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, dopo le dimissioni di “Re Giorgio“. Le prime sedute si terranno giovedì 29 gennaio; a decidere chi siederà al Quirinale per i prossimi sette anni saranno Senatori, Deputati e delegati delle Regioni. Può essere eletto qualunque cittadino italiano che abbia compiuto 50 anni e che goda dei diritti civili e politici. La votazione è a scrutinio segreto, a maggioranza di due terzi dell’assemblea nei primi tre scrutini; solo dal quarto è sufficiente la maggioranza assoluta (la metà più uno).

Ma chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica? Mentre il Fatto Quotidiano lancia la seconda parte del suo sondaggio, dove svettano Stefano Rodotà, Ferdinando Imposimato e Gustavo Zagrebelsky (nomi che già vennero fuori nel 2013) e la sorpresa Giancarlo Magalli, i partiti cercano accordi. Pippo Civati e SeL “chiamano” il MoVimento 5 Stelle per proporre un fronte anti-Nazareno, ma Roberto Fico risponde che SeL “appartiene ai giochi del Palazzo” e che “il MoVimento aspetta una rosa di nomi dal Presidente del Consiglio” (#fuorinomi). I nomi, intanto, non arrivano o, meglio, sono sempre quelli lanciati dai giornali.

Il primo è quello di Giuliano Amato, due volte Presidente del Consiglio (nel 1992-93 e nel 2000-2001), molto criticato per il “prelievo forzoso” nel 1992 dai conti correnti degli italiani (Amato e quel colpo di mano…), perfetto uomo da Prima Repubblica abilmente riciclatosi per la seconda.
Il secondo è quello di Anna Finocchiaro, senatrice PD, ex Ministro delle Pari Opportunità, chiacchieratissima per essere andata a fare la spesa con la scorta e per le beghe giuridiche del marito, indagato per truffa aggravata e abuso d’ufficio (Catania, indagato il marito della Finocchiaro). Due “punti deboli” che potrebbero non favorirla per la corsa al Colle.
Un altro nome che circola è quello di Pietro Grasso, ex Magistrato, che attualmente, in quanto Presidente del Senato (e quindi seconda carica dello Stato) ha assunto l’interim alla Presidenza della Repubblica. L’interim si trasformerà in settennato?
Pippo Civati considera Romano Prodi il più “autorevole“, ma il Professore non sembra essere gradito al duo Berlusconi-Renzi, tanto che, tra le clausole del patto del Nazareno, ci sarebbe quella di “non tirar fuori il nome di Prodi per il Quirinale” (Patto anti Prodi tra Renzi e Berlusconi), per cui il l’ex Presidente del Consiglio sarebbe “bocciato” in partenza.

Tra polemiche, accordi sotterranei e nomi “improponibili” (in quanto lontanissimi dal Palazzo) come Gino Strada e Milena Gabanelli, candidati ufficiali non ce ne sono: il conto alla rovescia è iniziato. Sarà la volta di una donna al Quirinale?

 

 

 

 

 

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