Mafie in Liguria: Spezia, alto rischio di colonizzazione. Il rapporto della Fondazione Caponnetto

LA SPEZIA- La Fondazione Caponnetto ha pubblicato sul suo sito il rapporto sulla presenza delle mafie in Liguria: il documento è aggiornato al 22/11/2014 ed è stato curato dal Presidente Salvatore Calleri. La Liguria, si legge nel rapporto, non ha dato origine a nuclei autoctoni di criminalità organizzata e per questo motivo parlare di mafia nella nostra regione, considerata una specie di “isola felice” non è mai stato facile e non lo è ancora oggi, nonostante la presenza di ‘ndrangheta (ma non solo) sia stata ormai comprovata da documenti, inchieste, indagini, rapporti della DIA e anche dallo scioglimento di due Comuni nella Riviera di Ponente (Bordighera nel 2011 e Ventimiglia nel 2012). La Liguria, a causa della posizione geografica (il confine con la Francia) e della presenza di porti, è, “una manna per le organizzazioni mafiose“, che infatti sono ben presenti e radicate su tutto il territorio, da Levante a Ponente.

Per quanto riguarda la nostra provincia, secondo la Fondazione Caponnetto è ad alto rischio e va monitorata con attenzione.

La Spezia  
Il porto di La Spezia interessa alle organizzazioni criminali mafiose tanto che non è raro assistere a sequestri ingenti di partite di cocaina, a volte addirittura superiore alla tonnellata. Si presume che tale porto per i traffici criminali sia in linea con quello di Gioia Tauro. Di recente degna di attenzione è stata l’operazione internazionale “pollicino” transitata anche da La Spezia. Inoltre nel mese di maggio 2013 si è scoperto che nel 2007 l’arsenale interessava alla camorra.

Nel mese di ottobre 2012 nel porto è stata sequestrata mezza tonnellata di hashish trasportata in uno yacht.
Nel novembre 2012 la DIA ha sequestrato beni ai casalesi nell’ambito del fotovoltaico.
Nell’aprile 2013 la DIA ha scoperto l’interesse di cosa nostra palermitana nei cantieri navali.
Nell’aprile 2013 la GDF ha eseguito degli arresti per corruzione.
Si registra una particolare attenzione per le slot machines.
Si segnala anche la frode relativa alla costruzione del carcere.
Nel rapporto DNA del 2013 a La Spezia viene censito l’interesse nel fotovoltaico di gruppi riconducibili ai casalesi e di cosa nostra nel settore della cantieristica navale.
Nell’ottobre 2013 una grossa inchiesta internazionale ha dimostrato che La Spezia era uno dei posti usato dai narcos abruzzesi riconducibile al gruppo della famiglia Gargivolo.
Nel febbraio 2014 la GDF ha seuestrato una cisterna abusiva di carburante.
Nel marzo 2014 La Spezia e Genova sono state lambite da un traffico internazionale di stupefacenti che ha coinvolto i territori di Italia, Albania, Olanda e Norvegia.
Nell’aprile 2014 la polizia di dogana insieme alla polizia forestale hanno interrotto un traffico di rifiuti verso il Marocco.
Nell’aprile 2014 la polizia ha smantellato una banda di ladri italo-albanese.
La polizia stradale sempre ad aprile ha smantellato tra La Spezia e Massa Carrara una banda specializzata nell’attaccare gli autotrasportatori.
Nell’aprile 2014 i CC hanno smantellato un’organizzazione cinese dedita alle case chiuse in tutta la regione.
Sempre in aprile è stata aperta un’inchiesta su una truffa finanziaria che ha riguardato anche Lugano in Svizzera.
Sarzana
A Sarzana vi è una locale di peso della ‘ndrangheta. Indagini dei ROS hanno appurato tale presenza. Dal rapporto della DNA emerge che: “Sarzana è considerata storicamente un caposaldo dell’insediamento della mafia calabrese, che ne avrebbe sfruttato la posizione logistica e la vicinanza, non secondaria, con il porto del capoluogo di provincia della Spezia“.

La locale partecipa anche alle riunioni con i nuovi clan marsigliesi. Si registra un’attitudine alla gestione degli appalti ed al condizionamento della politica. La locale della ‘ndrangheta riveste probabilmente un ruolo anche in Toscana nella provincia di Massa Carrara. Nel giugno 2012 la polizia ha arrestato 5 persone per estorsione legate a gruppi della camorra e della ‘ndrangheta.
Cinque Terre

I locali sulla costa sono delle appetibili prede per i vari clan. Parte del settore turistico alberghiero si presta inoltre agli investimenti criminali per la ripulitura del denaro sporco.
E’ necessario inoltre vigilare sulla ricostruzione a seguito delle alluvioni che hanno causato ingenti danni.
Il rapporto completo: www.antoninocaponnetto.it
Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.