Arresto per sospette tangenti: la storia della N.e.c tra turbative, inchieste e la tranquillita' del Sindaco Federici

LA SPEZIA – Il Sindaco Federici si dichiara tranquillo sulla vicenda N.e.c (Nervosismo anche in Comune alla Spezia per l’indagine sulla ditta N.e.c?), cinguettando – come suo solito – sfottò e offese al nostro indirizzo solo perché ci siamo permessi di fargli notare che in Comune c’era nervosismo e che destava preoccupazione la notizia dell’indagine.

Forse tanta tranquillità non è indice di grande saggezza se basta mettere in fila alcuni semplici dati per preoccuparsi, e molto.

La Nec (Nuova Edilizia Cave) srl e il suo amministratore Eugenio Biagioni infatti comparivano già nell’inchiesta “Pandora” condotta dalla DDA di Genova, avviata con perquisizioni e sequestri nel 2009, e che ha individuato un “cartello di imprese” facente capo a Gino Mamone della ECO-GE per il controllo degli appalti e dei subappalti del colosso pubblico genovese SVILUPPO GENOVA.

La troviamo, la N.e.c, nelle indicazioni dei singoli capitoli dell’inchiesta  dedicati ai singoli appalti tra i soggetti che hanno concorso con “accordi collusivi” alla turbativa della gara (Fonte: Casa della Legalita’ e della Cultura). 

«La Direzione Nazionale Antimafia a dicembre 2012, scriveva “Già negli ultimi anni era emersa la presenza di infiltrazioni della ‘ndrangheta nel tessuto economico ed amministrativo nella provincia di Genova, nell’ambito dell’operazione denominata “PANDORA ”, svolta dal II Gruppo di Genova . Le indagini hanno consentito di segnalare alla locale A.G. le attività illecite di un consolidato “cartello di appalti pubblici”, capeggiato da MAMONE Gino, sottoposto ad indagini dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, ed al cui esito è stato condannato, nel gennaio 2012.

La Procura di Genova conclude le indagini preliminari individuando un cartello di imprese capeggiato da Gino Mamone. L’accusa è l’associazione a delinquere in quanto“si associavano tra loro mediante accordi collusivi o altri mezzi fraudolenti al fine di commettere più delitti di turbativa d’asta, predisponendo e presentando, per le gare … le singole offerte con modalità in precedenza pianificate e coordinate con ribassi concordati, in modo da influire in maniera decisiva sulla individuazione dei soggetti di volta in volta aggiudicatari delle gare pubbliche – e successivamente dopo l’aggiudicazione anche sulla scelta del sub-appaltatore, nonché sulla conseguente determinazione del prezzo di aggiudicazione, con conseguente danno per l’ente pubblico appaltante “Sviluppo Genova”. In particolare, il MAMONE quale promotore della suddetta associazione di volta in volta coltivando i rapporti d’affari con gli altri soggetti partecipi dell’associazione, individuava le opportune modalità di partecipazione alle gare, determinando il ruolo dei soggetti partecipanti in modo da far aggiudicare alla propria impresa ECO.GE, la gara indetta, oppure di fare in modo che la ditta aggiudicataria gli concedesse il sub-appalto delle opere oggetto di gara.»

Nelle intercettazioni Gino Mamone dichiara – tra l’altro –  di essere al sicuro che non gli  ostacolino un progetto perché “amico” di Burlando e noi sappiamo, da altra intercettazione, che e’ amico anche di Luigi Merlo (marito di Lella Paita), il quale si rivolge a Mamone per chiedere voti per l’amico Stretti, oggi Assessore del Comune della Spezia con deleghe a Sanità, Polizia Municipale ed altro  (Luigi Merlo e quelle intercettazioni con i “boss” della ‘ndrangheta).

Nel 2009 è la Regione Liguria a dare alla N.e.c la concessione per la riapertura della Cava Fornace, tra Biassa e Pegazzano per l’estrazione di pietra calcarea. Burlando la autorizza contro il parere di Comune e Circoscrizione. A nulla valgono le proteste degli abitanti della zona (che si lamentano per il continuo passaggio di camion che “vanno su e giù carichi di materiale”), le segnalazioni della Circoscrizione, le interpellanze dei consiglieri di Rifondazione Comunista che segnalano tra l’altro le problematiche, oggettive, che l’attività di estrazione, così vicina alle abitazioni,  comporta.

Vi sono anche diversi interventi dei Vigili Urbani, di Arpal, dei funzionari della Regione Liguria.

Nel 2011 (prima delle Amministrative) addirittura il Comune dà per certa la chiusura delle attività della cava e annuncia di aver già iniziato i lavori per adibire a uso turistico (area camper) la zona.

Nel 2012 la Regione fa un sopralluogo a seguito del quale le lavorazioni vengono sospese, in quanto mancano alcuni requisiti di sicurezza all’interno del cantiere.

La cava è regolarmente in funzione ancora oggi.

La N.e.c lavora moltissimo con il Comune di Spezia e, tra appalti e subappalti, negli ultimi anni incassa all’incirca un milione di euro all’anno. Ha lavorato nella contestatissima Piazza Verdi, sul cui cantiere sono volate per mesi accuse di violazione delle norme di sicurezza, segnalate e filmate più volte dai cittadini. In Piazza Verdi la N.e.c è stata “attenzionata” anche dall’ANAC poiché sprovvista dei necessari requisiti per lavorare su un sito vincolato come quello. Ciò nonostante ha lavorato anche in Viale Amendola (vincolo ultrasettantennale, dove il Comune ha rimosso l’arenaria storica e tagliato i platani secolari modificando il disegno del piano regolatore del 1871), e in subappalto con CFC di Reggio Emilia, nella zona archeologica degli orti e delle mura trecentesche sotto al Castello San Giorgio e (in associazione d’impresa sempre CFC) alla nuova biblioteca nell’Ex- Fitram (anch’essa vincolata).

Non tutti gli appalti sono stati “vinti” con gara  per la migliore offerta. Il comparto lavori pubblici, diretto dall’ingegnere capo Claudio Canneti del nostro Comune, infatti, predilige per lo più altre forme e bandisce una gara solo quando la legge glielo impone. Per lo più i lavori di edilizia il Comune di Federici li affida a “cottimo fiduciario” (affidamento diretto ad una azienda senza confronti od offerte concorrenti) o con “procedura negoziata” (con ribasso su base d’asta ma su invito e a numero chiuso).

Il Sindaco sarà anche “tranquillo” ma noi lo siamo un po’ meno…

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