Caro Paolo… buon compleanno

Caro Paolo,

mi permetto (molto umilmente) di darti del tu, perché da quando ho guardato negli occhi Salvatore e Rita, che non si rassegnano alla tua partenza, mi sembra di conoscerti, di camminare un po’ al tuo fianco, quando sfilo per le strade assolate di Palermo con un’agenda rossa tra le mani, quando lentamente passeggio nel posto in cui ti hanno barbaramente ucciso, guardando un po’ l’olivo, un po’ il palazzo, immaginando il boato di quel 19 luglio.
Ma oggi, caro Paolo, è il tuo compleanno… 75 anni, caro Paolo. E mi piacerebbe dirti: “Bravo, ce l’hai fatta. Ti sei dovuto sacrificare, ma la mafia oggi non c’è più“, sarebbe bello offrirtelo come dono oggi, 19 gennaio. E invece non ci siamo, Paolo, non ci siamo proprio. Ormai non è più solo la Sicilia, a essere bellissima e disgraziata, ma è l’Italia intera, da Nord a Sud. Sì, c’è tanta gente che cammina a testa alta e cerca di portare avanti il tuo lavoro, seguendo il tuo esempio, non lasciandosi abbattere dalle intimidazioni, dalle minacce, dalla paura. Ma, soprattutto, dall’indifferenza. Quella, Paolo, fa male. Le finestre chiuse, le bocche cucite, le teste girate dall’altra parte. Il silenzio, i “tanto non cambia nulla, non serve, ma chi te lo fa fare?“. E poi c’è tutto quello che tu conosci bene e soprattutto ha conosciuto bene il tuo amico Giovanni: l’isolamento, la delegittimazione, i “si dice, si mormora, ha fatto, forse ha detto o magari l’ha pensato e se non l’ha pensato lo penserà“. Così andava “ai tuoi tempi“, caro Paolo, e così va oggi.
Però, ancora, spero che così non andrà domani.

E forse per i tuoi 76 anni ti faremo un regalo migliore. Nel frattempo e nell’attesa, buon compleanno, Paolo!

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