L'indignazione dell'ANPI: riconquisteremo la democrazia, non con il PD delle larghe intese di Paita con le destre

Il caso primarie PD ha indubbiamente creato una frattura insanabile all’interno del partito ma forse ha finalmente risvegliato le coscienze. Molti militanti stanno restituendo la tessera al PD, un partito che indubbiamente non li rappresenta piu’. I civatiani liguri, riuniti nell’associazione Liguria Possibile, con una nota stampa hanno fatto sapere che non sosterranno Raffaella Paita e sono gia’ al lavoro per preparare un’altra lista. Si e’ aperta una fase indubbiamente positiva, tanti i giovani che vogliono partecipare alla creazione di un raggruppamento di vera sinistra, “non inquinata” da forze estranee, insieme a tanti meno giovani che  nei valori della sinistra, della giustizia sociale, della Resistenza ci hanno creduto e continuano a crederci.

Significativa la nota diffusa dall’ANPI del Tigullio con la dichiarazione  dei partigiani combattenti nella Resistenza in Liguria:

“Eravamo presenti alla celebrazione del 25 Aprile del 2002 quando il Vice Presidente della Giunta Biasotti lasciò maleducatamente il palco delle autorità in polemica con il Presidente Oscar Luigi Scalfaro, oratore ufficiale designato dal Comitato della Resistenza.
In verità la mossa era stata preparata già prima, visto che la giunta era composta anche da ex missini e lo stesso Biasotti era da sempre un loro simpatizzante.
In più dobbiamo constatare che non sono state smentite le voci che indicano nell’alleanza con una parte del centrodestra la nuova coalizione per il governo della Liguria, che l’on. Roberta Pinotti, assieme all’Assessore Raffaella Paita e Claudio Burlando indicano addirittura come “modello”. Dimenticando, tra l’altro, che tra questi vi sono anche ex picchiatori fascisti che ogni anno anzichè la “Liberazione” festeggiavano il loro rito recandosi a Predappio in onore della “buonanima” di Benito Mussolini.
A tutto eravamo preparati, ma mai avremmo pensato che i nostri rappresentanti politici di centrosinistra si potessero alleare con questi figuri.
Questo è un affronto che non possiamo accettare e useremo la sola arma che ci resta: quella della democrazia che abbiamo contribuito a riconquistare.
Sarà il nostro voto, o non voto, a dire che non accetteremo mai di confonderci con gli eredi diretti e indiretti dei fascisti di Salò e dei missini di Almirante”. 

Questa lettera porta le firme di Gianni Ponta, “ Gianni”, Divisione Pinan-Cichero vice presidente Anpi, Festuco Mafalda “Dorina”, Brigata Sap G.L. Castelletto, Umberto Franzone “Ro”, Divisione Mingo, Nina Bardelle “ Furetto” Brigata Sap Balilla,  Mario Enrico Banchero, “Albi” Divisione Mingo, Mario Ghiglione “Aria” Brigata Buranello, Jolanda Malerba “Marilena”, Divisione Cichero, Pierino Mura “Pedro” Brigata Balilla 2 delle Langhe, Leandro Pastorino “Tino” Brigata Balilla.

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