Lettera alla redazione: lo storico militante PD Mariano Vergassola lascia il partito

Non si placano le polemiche, lo sconcerto e la vergogna per quanto successo in Liguria per le primarie del PD. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di congedo inviata dallo storico militante Mariano Vergassola al suo circolo PD di appartenenza, Ricco’ del Golfo, del quale e’ stato anche segretario. Perche’ c’e’ anche una parte bella della PD, quella che non si arrende e che sa stare dalla parte giusta, comunque al fianco dei compagni che sapranno prendere la giusta strada.

“Care compagne, cari compagni,
rispondo al vostro invito utilizzando questo bellissimo sostantivo anche nella sua etimologia: compagno deriva dal latino medievale companio ‘che mangia lo stesso pane’, composto di cum ‘con’ e panis ‘pane’. Sono compagni coloro che dividono il pane, la strada la vita e noi lo siamo stati. Eccome. Vi ringrazio per questo. Sinceramente. Lunedì andate a festeggiare l’esito delle primarie, io non ci sarò, per me non c’è niente da festeggiare. Cambio strada.
Non fraintendetemi, non condividerò la festa con voi, non a ragione della vittoria o sconfitta di un candidato su un altro, ma proprio per come questa consultazione si è svolta e per ciò che rappresenta per me in questo momento. A mio parere anche Riccò doveva entrare nell’elenco dei seggi annullati insieme a Lavagna, Moconesi, Fontanabuona, Albisola, Savona Villa Piana, Badalucco, Perinaldo, Spezia Centro, Santo Stefano, Sarzana, Millesimo, Beverino, Deiva Marina, Lavagnola, così come chissà quanti altri. 
O forse no. Ed è proprio questo dubbio che mi ha portato a riflettere. Può essere accettabile una politica che trascende un ideale? Posso permettere a chi si è battuto contro di me, contro di noi, per amministrare il nostro territorio, di scegliere chi di “noi”, pur in altro organismo, si candida a governare lo stesso territorio? A chi ha denigrato tutto ciò che in quindici anni abbiamo tentato di fare, a chi, legittimamente, ha proposto altro? Come potete pensare di continuare a inviarmi opinioni del nostro sindaco e della sua maggioranza, che continuano, fuori da ogni logica di buon gusto e direi anche di opportunità a mesi dalla fine della campagna elettorale, ad infamare Roberto, Carlo e tutti quelli di noi che si sono spesi per la nostra comunità, e poi permettere che gli stessi possano a scegliere il “nostro” candidato. No, non lo si poteva permettere. O forse si. Di nuovo il dubbio. Chi mi conosce sa quanto ho sempre tenuto ad un progetto politico complessivo che riuscisse a collegare lo sforzo della base alla decisione dell’alta carica. Che ci rendesse tutti partecipi di un’idea di cambiamento, di bene comune. Ma non è proprio il partito democratico che continua a governare la nazione insieme alla destra, senza per altro nessuna legittimazione elettorale? Non è lo stesso partito che è nato per la chiarezza dell’alternanza di due visioni differenti? Non è per questa nettezza di due diversi progetti che si è accettato di sacrificare la ricchezza di un sistema proporzionale molto più democratico?
Ancora tentenno.
Quale progetto? Quale sviluppo? Grandi opere, infrastrutturazione territoriale, movimentazione delle merci, globalizzazione dei mercati, turismo commerciale, estensione della presenza delle multinazionali, incentivazione di investimenti sul territorio a prescindere dal loro impiego e dalla loro provenienza, è questo il mio progetto?
Perché il sindaco di Riccò si sente così vicino a Raffaella Paita, e io che ho condiviso con lei anni di impegno politico, non riesco ad avere questa sintonia? Troppe domande, troppi dubbi.
Prendo un’altra strada, non condivido più con voi il cammino del Partito Democratico. “Care compagne, cari compagni”, nessuna parola ha mai racchiuso come questa il significato ideale della solidarietà e dell’appartenenza, l’aspirazione all’uguaglianza, l’impegno a battersi per una società più giusta.
So che questo ancora ci accomuna e per questo vi vorrò sempre bene.
Al prossimo incrocio.

Mariano”

 

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