Cari "compagni" del PD, che fine ha fatto la questione morale di Berlinguer e del PD ligure?

A tutti quelli che minimizzano la portata dei brogli e dell’inquinamento delle primarie liguri, vorrei ricordare che il problema non e’ solo numerico ma principalmente morale. La notizia e’ che i garanti hanno invalidato i voti di 13 seggi (dislocati nelle 4 province liguri) per gravi irregolarita’. Su questo indagano e continueranno ad indagare 3 procure,  uomini dello Sco - il servizio centrale operativo, sezione criminalità organizzata, e i PM antimafia liguri (fonte La Stampa). Ma davanti ad una situazione cosi’ grave che pone pesanti interrogativi, il PD non avverte l’allarme e non si preoccupa di salvaguardare l’integrita’ dei suoi candidati e dichiara le primarie incredibilmente valide.

In una intervista rilasciata a Eugenio Scalfari per Repubblica il 28 luglio 1981, Enrico Berlinguer affronto’ il tema della “questione morale”, un tema di desolante attualita’. «I partiti non fanno più politica, i partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia. Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi (…). La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. […] Quel che deve interessare veramente è la sorte del Paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude».

 

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