Presidenza della Repubblica: mercoledì 14 l'addio di "Re Giorgio". Incertezza sul successore di Napolitano

ROMA- Era il 15 maggio 2006 quando Giorgio Napolitano diventava ufficialmente, 5 giorni dopo l’elezione, l’undicesimo Presidente della Repubblica Italiana, primo esponente del PCI a ottenere questa carica. Il suo predecessore era stato Carlo Azeglio Ciampi. In molti, a sinistra, esultarono per la sua nomina. Napolitano ha dedicato tutta la sua vita alla politica, ricoprendo gli incarichi di Presidente della Camera (dal 1992 al 1994) e Ministro dell’Interno nel I Governo Prodi (1996-1998), è stato deputato, europarlamentare e senatore a vita. Nel corso del suo mandato Giorgio Napolitano ha “deluso” le aspettative di molti fra quelli che avevano accolto bene la sua nomina a Presidente: è stato infatti accusato di essere troppo accondiscendente nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, firmando tutte le leggi proposte dal suo Governo, anche quelle considerate anticostituzionali, come il Lodo Alfano (nel 2008) o lo scudo fiscale, da molte parti ritenuto “un regalo alle mafie“(nel 2009). Bonariamente “sbeffeggiato” anche dal comico genovese Maurizio Crozza per la “firma facile“, durante gli anni di Presidenza Napolitano è stato anche chiamato a testimoniare nel processo sulla cosiddetta “Trattativa Stato-mafia“, a causa di alcune intercettazioni tra Nicola Mancino (imputato nello stesso processo) e Loris D’Ambrosio, segretario giuridico del Quirinale (deceduto poi per infarto). Napolitano, “Re Giorgio” secondo la definizione del “New York Times“,è il primo Presidente della Repubblica a essere stato nominato per un secondo mandato (nell’aprile 2013). Domani, 14 gennaio, il giorno dopo la fine del semestre italiano in Europa, “Re Giorgio” rassegnerà ufficialmente le sue dimissioni, nell’aria già da settimane e annunciate dallo stesso Presidente nel discorso di fine anno.

E dopo di lui? Da tempo si fanno diversi nomi, ma per ora nulla di ufficiale: da Franco Marini, già in lizza nel 2013 (che però pare abbia detto di no) a Giuliano Amato, passando per Romano Prodi. Per il momento, al Quirinale salirà il Presidente del Senato Piero Grasso. Poi, si vedrà. Il Fatto Quotidiano ha lanciato un sondaggio, nel quale compaiono personaggi poco graditi alla politica italiana, come l’ex giudice Ferdinando Imposimato e Stefano Rodotà, malvisto anche dal suo stesso partito, che non lo volle nel 2013. Tra le donne, compare anche il nome di Emma Bonino: ma la pasionaria radicale non può essere considerata tra i papabili, poiché proprio ieri ha annunciato di avere un tumore ai polmoni e di essere sotto chemioterapia.

Per partecipare al sondaggio: www.ilfattoquotidiano.it

Di certo, quindi, non c’è nulla: solo la fine del mandato di colui che è stato più volte definito “il peggior Presidente della Repubblica Italiana“. A quasi 90 anni, Napolitano ritornerà a essere senatore a vita.

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