Progetto "… Beni Comuni… Gli Orti Urbani della Spezia".

LA SPEZIA– È stato presentato questa mattina dagli assessori Andrea Stretti e Davide Natale il progetto “…Beni Comuni … Gli orti Urbani della Spezia”.
Nel 2014 è stato ottenuto un finanziamento da parte del Ministero per ospitare giovani profughi inseriti nel sistema di tutela in favore di rifugiati politici. La gestione del progetto è affidata ad Associazione Mondo nuovo Caritas che lavora in rete con i servizi sociali del Comune, l’ASL5 5, il Centro per l’Impiego, la Prefettura, il Centro di educazione permanente Fontana e l’Agenzia formativa Aesseffe
Attualmente sono ospitati 30 profughi, tra i quali una famiglia afghana.
Al fine di avviare percorsi formativi in ambiti di facile accessibilità e tali da poter essere agevolmente riproducibili, l’agenzia formativa Aesseffe, in qualità di capofila e come partner della rete di accoglienza, a partire da gennaio 2015, ha proposto per i giovani profughi un’esperienza pilota di agricoltura sociale coinvolgendo , a questo proposito , il Comune della Spezia non solo come servizi sociali ma anche per le politiche ambientali.
Tale iniziativa vuole essere da esempio su come avviare nel territorio un sistema di inclusione attraverso la cura del nostro patrimonio naturalistico, il recupero di antiche tecniche edificatorie e agricole a vantaggio della tutela dell’ambiente
Sono questi “beni comuni” intesi come risorse del nostro territorio infragilito, spesso abbandonato e poco accudito .
Pertanto, consentire alle categorie a rischio esclusione sociale e in special modo ai migranti, di essere inseriti attivamente in un progetto come questo, permette loro di rendersi autonomamente partecipi della propria ricostruzione identitaria e del tessuto sociale nel quale si trovano, facendo in modo che tale modello di ripristino abbia risvolti positivi anche per il nostro territorio e permetta la valorizzazione del patrimonio naturale
I filoni formativi vedono la partecipazione di docenti esperti qualificati nei vari settori di intervento, il cui scopo è quello di formare professionalmente i partecipanti, 10/12 persone selezionate tra i profughi ospitati nelle strutture con profili idonei a tale percorso.
L’attività formativa prevede per i partecipanti che porteranno a termine il percorso diversificate misure di accompagnamento al lavoro attraverso diversi dispositivi applicati dall’etnopsicologo,dai servizi per l’impiego e dai servizi sociali sulla base delle potenzialità e dei bisogni espressi dagli stessi .
Si articola su 20 ore settimanali per un totale di 100 ore tutte dedicate all’ esercitazioni pratiche che verranno svolte, per ora, nelle aree rurali della Pieve di San Venerio.
Il progetto è condiviso con alcune realtà operanti nel settore specifico nel nostro territorio, che hanno aderito all’attivazione dello stesso:
· Caritas diocesana La Spezia- Sarzana- Brugnato
· Cia la spezia -confederazione italiana agricoltori
· Comune della Spezia Assessorati Politiche sociali e Ambiente
· Associazione Mondo Nuovo Caritas
· Cooperativa La Piccola Matita
· Cooperativa Mondo Aperto
· Prefettura della Spezia

Se il progetto funzionerà si prevede di allargare la sperimentazione ad altri soggetti e di intervenire in altre zone rurali comunali in modo da poter avviare non solo interventi di recupero in zone di evidente degrado ambientale, ma di cimentarsi in attivazione di processi agrozootecnici finalizzati a produrre congiuntamente, in forma imprenditoriale e diffusa, ad esempio, cibo di qualità, accoglienza turistica, servizi di tutela e recupero ambientale .

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