Michele Fiore (PD): sulle Primarie non ci devono essere ombre

Se quanto segnalato in queste ore da più parti e formalizzato alla Commissione di garanzia dovesse essere confermato, si tratterebbe di fatti gravissimi sui cui non si può assolutamente soprassedere – a dichiararlo è Michele Fiore, membro della direzione Regionale del PD – Sono state evidenziate situazioni anomale sia nella nostra provincia che altrove, con particolare riferimento al Comune di Albenga, dove, come dichiarato dal Segretario del PD Savonese Briano, alcuni hanno riferito di condotte che, laddove comprovate, costituirebbero illecito penale.
A fronte di tutto questo è sacrosanto che Cofferati abbia dichiarato di non accettare l’esito delle Primarie fintanto che ogni singola situazione non verrà esaminata e chiarita dagli organismi preposti. Su queste Primarie non ci deve essere nessuna ombra. Di contro sono davvero discutibili le dichiarazioni di chi sostiene che gli illeciti, laddove confermati, non sarebbero in misura tale da inficiare l’esito delle Primarie dato lo scarto di 4100 voti che la separa da Sergio Cofferati. Credo sia opportuno sottolineare come il tema non sia tanto (o, meglio, solo) la quantità degli illeciti accertati, quanto la “qualità” degli stessi.

Se anche fosse comprovato un solo caso di voto in cambio di dazioni di denaro o altri favori, ci sarebbero elementi più che sufficienti per aprire una riflessione seria sull’esito delle Primarie di ieri. Su legalità e moralità non è ammessa alcuna eccezione: è innanzitutto sulla capacità di rappresentare un esempio per tutti, soprattutto nelle competizioni interne, che si misura la nostra credibilità. Mi ha inoltre molto colpito sentir parlare di “integrazione” delle Comunità straniere per giustificare il massiccio afflusso di immigrati alle urne.Integrazione c’è quando si assiste ad un voto libero, consapevole, informato. Non quando, come da più parti denunciato, si vedono sopraggiungere ai seggi gruppi di cittadini stranieri spaesati, che ricevono indicazioni di voto dal “capobastone” di turno e in alcuni casi sentono il bisogno di immortalare il voto stesso col proprio smartphone.

In ultimo mi preme evidenziare alcuni dati politici: il primo è che quello che da più parti era stato denunciato si è avverato. Queste Primarie sono state fortemente inquinate nell’esito da un voto organizzato di centrodestra. Anche qui non parliamo di singoli elettori delusi da Berlusconi e soci che legittimamente decidono di votare centrosinistra, ma di “truppe cammellate” riversatesi ai seggi sulla base delle indicazioni del dirigente di turno. Si tratta di fatti conclamati e certificati, non di semplici ipotesi.

Inoltre è necessario rimarcare come Paita vinca in 3 Province su 4, vero, ma perda, sonoramente, nella città Capoluogo che rappresenta larga parte degli abitanti (ergo elettori) della Regione. Le promesse postume di occuparsi di Genova non sono affatto sufficienti. Avrebbe dovuto farlo prima e i genovesi è per questo, innanzitutto, che l’hanno punita. Se il distacco in termini reali non è esageratamente largo è solo a causa della scarsa affluenza alle urne in una città ancora arrabbiata con la politica (e, soprattutto, col PD ed il CentroSinistra) per l’alluvione dello scorso autunno.
In secondo luogo al netto del voto degli immigrati (che, ovviamente alle Regionali non voteranno), e di quella parte di centrodestra che legittimamente tornerà a casa propria, Raffaella Paita ed il centrosinistra non possono affatto dormire sonni tranquilli. Ancor più alla luce delle dichiarazioni del Segretario di SeL Stefano Quaranta, che conferma come il suo partito (e larga parte della Rete a Sinistra, attaccata dalla Paita un giorno si e l’altro pure durante questa campagna) non la sosterranno alle Regionali e, anzi, cercheranno una candidatura a lei alternativa.
In ultimo le profonde lacerazioni registrate ovunque nel PD (la nostra Provincia non fa affatto eccezione) mischiate al disagio che molti elettori del PD e del Centrosinistra da tempo vanno manifestando per le politiche del Governo Renzi (soprattutto in materia di lavoro) porteranno molti di loro a non recarsi alle urne oppure a votare per altri schieramenti politici.

Messi da parte bollicine e toni trionfanti, Raffella Paita si renderà conto di essere un’ ‘”anatra zoppa”, come direbbero negli USA, paese in cui le Primarie le hanno inventate, istituzionalizzate e, soprattutto, regolamentate, stabilendo prima la platea dei votanti. Il che, forse, contribuirebbe ad evitare polemiche, abusi e, soprattutto, pessime figure.

(Michele Fiore Direzione Regionale PD)

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