Un ricordo di Francesco Rosi (Daniele Ceccarini)

E’ morto a Roma uno dei più grandi esponenti del cinema italiano, autore di numerosi capolavori indimenticabili. Il regista e sceneggiatore napoletano Francesco Rosi aveva 92 anni. Tra i suoi numerosi riconoscimenti ricordiamo il Leone d’oro vinto con il film Le mani sulla città, la Palma d’oro a Cannes con Il caso Mattei, nomination all’Oscar con Tre fratelli, la Legion d’onore e numerosi premi alla carriera come l’Orso d’Oro a Berlino e il Leone d’oro alla carriera nel 2012. Un regista unico per la sua capacità di fotografare con lucidità l’evoluzione sociale del nostro paese e per l’impegno dei suoi film dove affrontava con coraggio, onestà intellettuale e senza compromessi i tratti più bui e oscuri della società italiana. In occasione della premiazione del Leone d’Oro alla carriera affermò con decisione:- Fare cinema significa contrarre un impegno morale con la propria coscienza e con lo spettatore.

Rosi inizia la sua carriera collaborando con un grande maestro del cinema come Visconti nel 1948 nella Terra trema e successivamente in Bellissima e in Senso. Il suo primo film da regista è nel 1958 La sfida, ma è nel 1962 con il film Salvatore Giuliano che incomincia a farsi conoscere per il suo stile originale ispirato al neorealismo e alla denuncia. Ripercorre la vita del malavitoso Giuliano con una tecnica innovativa basata su flashback non in ordine cronologico. Poi un anno dopo è la volta di Le mani sulla città dove racconta l’Italia del boom economico ma anche dei palazzinari, dello sfruttamento edilizio e della mala vita. Uomini contro del 1970 è un film contro la guerra che farà molto scalpore suscitando numerose critiche proprio per il suo carattere di denuncia. Nel ’72  racconta la figura controversa di Enrico Mattei approdando al film d’inchiesta nella sua forma più alta con una grande prova d’attore di Gian Maria Volontè che diventerà l’attore simbolo del suo cinema. Nel “Il caso MatteiRosi affronta senza timore le vicende irrisolte del nostro Paese non curandosi delle critiche della politica nei riguardi del suo lavoro.  Il film Lucky Luciano  del 1973 è un attacco senza compromessi alla politica corrotta. Nel 1976 ottiene un grande successo il capolavoro Cadaveri eccellenti e successivamente realizza la versione cinematografica di Cristo si è fermato a Eboli nel 1979 tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Levi. Nel 1987 in Cronaca di una morte annunciata, tratto dal romanzo di Gabriel García Márquez torna a riutilizzare la tecnica del flashback già utilizzata con Salvatore Giuliano. Nel 1990 dirige Dimenticare Palermo con James Belushi, Mimi Rogers, Vittorio Gassman, Philippe Noiret e Giancarlo Giannini. Nel 1997 realizza il suo ultimo film da regista La tregua tratto dall’omonimo libro di Primo Levi. In seguito torna al teatro con le commedie di Eduardo De Filippo Napoli milionaria, Le voci di dentro, Filumena Marturano interpretate da Luca De Filippo. Recentemente quando il regista Giuseppe Tornatore lo invitava a realizzare un nuovo film rispose così:”Il mestiere del regista richiede grande energia fisica e non so se l’avrei più. So invece che in quest’Italia è difficile fare cinema e che la realtà si degrada così in fretta che il suo passo è troppo più frettoloso di quello del cinema. Rischierei di raccontare un paese che già non c’è più.”

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Il maestro del cinema italiano sarà celebrato in una cerimonia civile lunedì 12 gennaio.

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