I beni culturali a Lerici: problema o risorsa? incontro con l'Associazione Mediterraneo venerdì 16

LERICI– L’Associazione Culturale Mediterraneo e la Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici organizzano, venerdì 16 gennaio alle ore 17, presso la sala consiliare del Comune di Lerici, un incontro sul tema “I beni culturali a Lerici: problema o risorsa?”. Dopo il saluto dell’Amministrazione Comunale e l’introduzione di Bernardo Ratti, presidente della Società Marittima, ci saranno tre relazioni.
Marco Greco, archeologo e operatore presso il Castello di Lerici, interverrà sul tema “Le fasi edilizie del Castello di Lerici (secoli XII-XVI)”;
Sant’Anastasia di Lerici e l’architettura del Duecento nel Levante genovese” sarà il tema trattato da Claro Di Fabio, studioso di scultura medievale con interessi fino all’Ottocento, per molti anni Direttore dei Musei di Sant’Agostino e di Palazzo Bianco a Genova, attualmente docente all’Università di Genova;
infine Piero Donati, storico dell’arte, già Soprintendente per i Beni Storici e Artistici di Genova, interverrà sul tema “Oltre il Castello: gli altri beni culturali”.
Conclusioni affidate a Giorgio Pagano, presidente di Mediterraneo.

Il modello di approccio alla questione dei beni culturali a Lerici sta incontrando difficoltà molto serie, occorre battere sentieri nuovi” -affermano Ratti e Pagano– “e nella ricerca di queste nuove strade sono indispensabili le competenze”. L’incontro servirà a fare il punto su tutti i beni culturali lericini: “il Castello di Lerici e quello di San Terenzo, e Casa Doria, che ha una naturale vocazione come sede per le tradizioni marinare, tre beni che possono essere gestiti unitariamente”, ma anche “l’archeologia medievale a Barbazzano e a San Lorenzo, per la quale possono aprirsi grandi prospettive”, e gli oratori, “quello in Selaà a Tellaro e quello di Barcola”. L’incontro servirà ad approfondire anche il tema delle “colonne della Caletta”. Per Ratti e Pagano è auspicabile che dall’incontro scaturisca “un processo di vasta consultazione: si potrebbe costituire una commissione consiliare ad hoc, aperta al contributo di tutti i cittadini interessati”. “Ci impegneremo -concludono- perché la nostra iniziativa non costituisca un fatto isolato ma abbia un seguito e porti a cambiamenti reali”.

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