Lettere al giornale: La Spezia, una città piena di contraddizioni, di Renato Scalia

LA SPEZIARenato Scalia, consigliere della Fondazione Antonino Caponnetto, ha passato tre giorni a Spezia, visitando la città e incontrando alcuni cittadini, che gli hanno spiegato le problematiche spezzine. Rientrato a Firenze, Scalia ci ha inviato la seguente lettera.

Ringrazio le amiche e gli amici del quotidiano online Laspeziaoggi.it per avermi fatto conoscere una realtà nuova. La Spezia è una città piena di contraddizioni. Poni il tuo sguardo e vedi panorami bellissimi, lo sposti di pochissimo e ti accorgi della presenza inquietante di obbrobri inenarrabili. Devastazioni, deturpazioni, veri e propri sfregi al territorio. La cementificazione ha provocato e continua a provocare disastri. Una città sporca, piccole discariche abusive, aiuole e marciapiedi piene di spazzatura buttata lì da tanto tempo. Tu che arrivi da un’altra città, poi, ti svegli la mattina e vorresti buttare la spazzatura in un cassonetto, all’improvviso ti accorgi che non lo puoi fare. La raccolta differenziata non te lo permette. Sei costretto, se non vuoi concorrere a insudiciare La Spezia, a mettere il sacchetto in macchina e a gettarlo appena torni nella tua città. Per non parlar poi dei parcheggi. Le strisce dedicate ai residenti sono gialle come quelle per i posti degli invalidi. Insomma, per farla breve, è un’impresa non trovare il foglietto rosa sul parabrezza della tua autovettura. Per notizia, ci sono riuscito.

Le spiagge del golfo di La Spezia ormai sono solo un vecchio ricordo. Il mare del golfo ha un insolito colore grigiastro, dovuto al riflesso del cemento che lo avvolge. Anche qui, negli ultimi 40/50 anni il territorio è stato sfigurato, oltraggiato, violentato, deformato, contaminato da amministrazioni e affaristi che hanno pensato esclusivamente all’odore dei soldi. La salute dei cittadini, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra, passa tutto in secondo piano, l’importante è fare affari. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Viviamo in un Paese dove alluvioni, crolli di muri, ponti, strade e case sono diventate consuetudini. Viviamo in un Paese dove chi provoca questi disastri non paga mai. Viviamo in un Paese dove chi protesta giustamente e democraticamente contro tutto questo schifo, viene accusato di essere un violento, un disfattista.

Durante l’incontro con alcuni cittadini, organizzato da Laspeziaoggi.it, l’amica Katia non è riuscita a non farmi questa domanda: “Renato, così come hai detto, in Italia la situazione d’infiltrazione mafiosa e di corruzione ha raggiunto livelli incredibili. Ci puoi dare qualche speranza?
Ti rispondo ora Katia.
La speranza siete voi. Cittadini che s’indignano, che reagiscono, che non subiscono passivamente e non sono più disposti a porgere l’altra guancia. Cittadini che d’ora in poi saranno col fiato sul collo di coloro che gestiscono il bene pubblico. Non li molleranno più per un attimo. Hanno iniziato a Carrara, con l’Assemblea Permanente, ora anche a La Spezia, e poi in tante altre città, con il coinvolgimento di tanti giovani che vogliono un Paese migliore. La speranza siete voi di Laspeziaoggi.it che avete il coraggio d’informare senza lacci e laccioli. La speranza sono anche i tanti giornalisti che hanno voglia di fare inchiesta e di scrivere senza bavaglio. Dobbiamo renderci solo conto che siamo la maggioranza e se lo vogliamo possiamo essere noi a decidere le sorti del nostro Paese. Dobbiamo solo fare rete!

George Orwell diceva: “Un Popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima. È complice.”
Non commettiamo l’errore di abbandonare la politica.

(Renato Scalia)

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