Je suis Charlie… la battaglia per la libertà

I fatti orrendi di Parigi dovrebbero imporre a tutti noi di ragionare alla grande ma in questo clima sono in pochi”. Così con molta chiarezza, si  esprime, a Repubblica, il filosofo Massimo Cacciari nel commentare i feroci omicidi parigini dei terroristi Jihaddisti, i famigerati fratelli Kouachi Il martirio dei 12 giornalisti del settimanale satirico francese, Charlie Hebdo, ci impone appunto di “ragionare alla grande”. Il che vuol dire, come dice Cacciari, usare le “armi dell’intelligenza”, ovvero usare le “armi della profondità”: il leggere dentro.
E allora si tratta di rispondere con la lungimiranza alla barbarie integralista.  Occorre mettere in chiaro alcuni punti:

L’Islam è una grande religione che ha ispirato, per secoli grandi civiltà, e non può essere confusa con i criminali dell’Isis e di AlQueda. Cos’hanno in comune i mistici del Sufismo con i criminali che hanno ucciso i giornalisti parigini? Nulla assolutamente nulla.

Il Dio dell’Islam è il Dio Onnipotente e misericordioso di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. I patriarchi della fede ebraica e cristiana. Quindi contrapporre il “nostro” Dio, come fa la destra italiana ed europea (vedi il populismo “nero-leghista” di Salvini) è una falsità. La destra critica quel “Dio”  in nome della finta superiorità occidentale. Dimenticando, così, che è stata la destra a strumentalizzare Dio. Chi si ricorda il famoso : Dio-Patria-Famiglia usato dal fascismo , dai clerico-fascisti, come presupposti della sua ideologia totalitaria? Quindi la strumentalizzazione di Dio , operata dalla destra, è l’altra faccia dell’Allah Ackabar dei terroristi. Questa menzogna va combattuta nelle nostre società, altrimenti si cade nella trappola terroristica della guerra di civiltà.

L’Europa non può chiudersi nel suo “fortino”: occorre , però, che le politiche di accoglienza siano gestite a livello europeo. E che si investa, sempre più, nelle politiche di cittadinanza per abbattere le diseguaglianze .  Il riscatto delle periferie deve  diventare il cuore della politica europea.

Infine per tutti noi, cittadini europei, ebrei, cristiani e musulmani c’è la grande battaglia, instancabile, per la laicità. Quella laicità,  che, come la definisce il filosofo cattolico Jacques Maritain,  è quella “fede democratica secolare” che sta alla base della città dell’uomo.
Quella laicità che non ha paura della satira. Perché  “la satira non è mai blasfema, perché non si occupa dell’assoluto, ma del relativo. Non di spiritualità, ma  di umanità. La satira non manca di rispetto a Dio, casomai agli uomini che usano Dio per dominare altri uomini” (da Massimo Gramellini sulla Stampa di Torino del 9 gennaio 2015).

Per cui viva Charlie Hebdo!

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