Primarie Liguria: parla il "terzo incomodo", Massimiliano Tovo

A pochi giorni dalle primarie di centro-sinistra per le elezioni Regionali della prossima primavera, abbiamo intervistato Massimiliano Tovo, il “terzo incomodo“.

1) Cosa l’ha spinta a candidarsi alle primarie per la Presidenza della Regione Liguria?
Da una parte la consapevolezza che i prossimi 5 anni saranno determinanti per il futuro della nostra regione, pertanto non potevo rimanere fermo tra l’apatia e la rassegnazione in uno stato “attendista”, ma al contrario ho preferito assumermi la responsabilità di affrontare in prima linea questa sfida. Dall’altra il supporto di molti amici con i quali abbiamo condiviso il modello “Sant’Olcese”, dove ha vinto l’unita dei nostri valori e non la divisione di appartenenza partitica.Ho inteso le primarie come il momento in cui il Centrosinistra potesse confrontarsi per scrivere il programma per la Regione Liguria, un’occasione unica di partecipazione e condivisione. E non uno scontro tra titani che non appassiona una base sempre più emarginata e distaccata.

 2) Di lei si sa poco. Ci racconta qualcosa della sua carriera politica?
Ho sempre avuto una grande passione per la politica, sino da studente. Attivamente ho iniziato nel 1994 quando ho aderito al CCD poi maturato nel progetto politico dell’UDC dove ho ricoperto diverse responsabilità tra cui il coordinamento nazionale del movimento giovanile e fino a qualche mese fa la segreteria cittadina di Genova. Oggi sono segretario regionale del Centro Democratico, partito fondato dall’On. Bruno Tabacci, con l’intento di contribuire al processo di rinnovamento del Centrosinistra. Amministrativamente sono stato consigliere comunale di Sant’Olcese per due legislature: nella prima fui eletto all’unanimità presidente della Commissione per le politiche agricole, forestali europee in Comunità montana, nella seconda mi fu invece affidato il mandato di assessore alla cultura, turismo, trasporti, sviluppo economico e politiche giovanili. Un’esperienza straordinaria che ho concluso nello scorso maggio, quando decisi in piena autonomia di non ricandidarmi in quanto avevo già osservato due mandati ed era opportuno lasciare il posto ad altri.

 3)Quali sono i punti principali del suo programma?
– Rivalorizzare l’entroterra ligure flagellato sia dalla crisi economica, sia dal dissesto idrogeologico. L’entroterra ligure rappresenta il 30 % dell’economia ligure, occorre tornare ad investire su un territorio troppo isolato e dimenticato con strumenti legislativi, finanziamenti ad hoc inaugurando politiche che incentivino il ritorno delle persone a vivere in queste zone. Per fare questo occorre assicurare la qualità dei servizi sociali e sanitari, dei trasporti pubblici, dell’istruzione, delle infrastrutture e creare le condizioni per un nuovo sviluppo socioeconomico. Per l’entroterra ligure penso ad un progetto pilota di Smart city prendendo spunto da esempi di successo registrati in Germania;
– Puntare sul turismo e sulla cultura come volano economico per la nostra regione, con la creazione del primo distretto culturale creativo a Genova sviluppando una filiera produttiva collegata su tutto il tessuto regionale. Valorizzazione ll “marchio” Cinqueterre unico e inimitabile in tutto il mondo; Riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere che consenta di raggiungere i parametri della concorrenza; la creazione dell’Accademia del Gusto per tutelare e promuovere l’enogastronomia ligure;
– Fronteggiare il rischio di catastrofe idrogeologica attraverso un piano strategico nazionale (come è stato pensato per il Vesuvio) accingendo ai fondi strutturali europei 2007-2013 non utilizzati, sono circa 10 miliardi di Euro. La Regione che io immagino deve avere questa forza!    
– Uscire dall’isolamento attraverso realizzazione infrastrutture Terzo Valico, Tunnel Fontanabuona, Pontremolese, Gronda;    
–  Sostenere una riforma portuale seria attraverso il riconoscimento dell’autonomia finanziaria, senza questo principio non ci sarà nessuna vera riforma. Oggi il sistema portuale ligure deve raggiungere parametri e obiettivi di competitività con il nord Europa;        
– Istituire una piattaforma regionale contro la povertà e l’emarginazione;      
– Un sistema sanitario più vicino ai cittadini e meno oneroso per la regione 

4)Lei su Twitter si definisce “il terzo incomodo” e ha “protestato” per essere stato escluso da tutti i dibattiti televisivi. Secondo lei perché non è masi stato invitato?
Bisognerebbe chiederlo a chi non mi ha invitato ignorando la legittimità di quasi duemila persone che hanno sottoscritto la mia candidatura. Evidentemente esistono candidati di seria A e candidati “figli di un dio minore”. Rispetto la libertà editoriale, ma mi chiedo come mai i due candidati del PD non si siano mai interrogati sulla mia assenza, considerato che anch’io sono a tutti gli effetti un candidato come loro di queste primarie. Mi considerano debole, quindi non comprendo quali possano essere le loro preoccupazioni.  Non sono stati neppure promossi confronti a tre in nessuna delle quattro province, e su questo non esistono scusanti, perché il dovere di informare in un contesto elettorale è imprescindibile da qualsiasi giustificazione, e chi aveva questa responsabilità organizzativa doveva onorarla. 

5)Si candiderà comunque alla carica di consigliere, se non dovesse vincere? Rimarrà all’interno della coalizione di centrosinistra?
 Mi riconosco nella coalizione di Centrosinistra e contribuirlo a farlo vincere, certo il modo e le dinamiche dovranno essere concordate con la coalizione e il candidato vincitore delle primarie.

6) Chi sceglierebbe, da elettore, tra Paita e Cofferati se non fosse in corsa per le primarie?
La storia non si fa né con i se né con i ma, ed essendo quindi in forza le rispondo : #ilterzoincomodo.

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