Precari scuola senza stipendio da settembre. Vallone, FLC CGIL: “Una vergogna”

LA SPEZIA– “Una situazione drammatica e una vergogna”. Così Giorgia Vallone, segretaria della FLC CGIL, commenta la vicenda che vede un centinaio di insegnanti precari senza stipendio da ottobre. “E’ un misto di leggerezza e incompetenza di questo governo, che si rimpalla la responsabilità tra i ministeri dell’economia e dell’istruzione– dice la Vallonea dicembre hanno stanziato 64 milioni di euro con i quali sono stari pagati gli stipendi di ottobre. Per quelli di novembre e dicembre bisognerà attendere, hanno promesso, gennaio. E stiamo parlando dei docenti più precari, quelli con le supplenze brevi, che sono chiamati in caso di malattia, gravidanza, e legge 104.” Per capirci, insegnanti che apprendono il loro destino lavorativo, spesso appeso a un filo, a settembre, quando va bene. Ma possono essere chiamati anche il mattino stesso dalla scuola. Un mondo di sofferenza e precariato, professionisti impegnati in una battaglia quotidiana e che hanno trascorso un Natale davvero amaro, come hanno raccontato Serenella Finamore, Patrizia Nevoli e Veronica Paba, tre insegnanti presenti questa mattina (5 gennaio) alla conferenza stampa nella quale il sindacato di Via Bologna ha denunciato la situazione.

Altro che la buona scuola di Renzi, sono solo annunci e promesse– ha rimarcato la segretaria FLC CGIL- La verità che questi hanno sbagliato i calcoli, ad oggi non c’è certezza di ricevere i pagamenti ancora arretrati, anche perché non funziona come dovrebbe il sistema NoiPa, in dotazione alle scuole, per avviare le pratiche per i pagamenti. Incompetenza e confusione, questa è la realtà oltre le slide e le belle parole. E nella legge di stabilità mancano anche i fondi per l’altra grande promessa, la stabilizzazione dei 150mila precari, ci vogliono 4 miliardi ma il governo ne ha stanziati solo 1 miliardo e 300mila che peraltro derivano dallo stop dello scatto di anzianità.” Sul tema dei precari, mancato pagamento stipendi e stabilizzazione, la FLC CGIL promette una stagione di mobilitazione che vedrà la prima importante tappa con una manifestazione nazionale a Roma, ma non si escludono vie legali come la Class Action.

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