L'economia di Renzi, un intervento di Mario Bonelli

 Si conclude un anno di governo Renzi, che si può definire, “tanto fumo e poco arrosto”; di positivo però, ci sono i suoi bei discorsi, intrisi di demagogia e rettorica a livello degli oratori  greci, romani, purtroppo non servono per chi ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese e nemmeno come orazione, per le migliaia di piccole e medie aziende chiuse o sfinite dalla pressione fiscale in atto.

Comunque i”fatti” del Governo sono sotto gli occhi di tutti. Renzi ha attuato per l’Italiauna politica economica di difesa e non di attacco, gli  interventi sono stati flebili ed inefficaci come:

  • per la riforma del lavoro, sono state introdotte modifiche, aumentando la flessibilità in uscita, che non condivido, e non è condivisa, nemmeno da una sua parte politica,  mentre è stato un vero flop, della flessibilità in entrata, con una disoccupazione che supera il 13%, per non parlare di quella giovanile;
  • il bonus Irpef, sostiene il reddito disponibile, ma non serve a ridare competitività alle imprese, e comunque i consumi rimangono con il segno negativo;
  • il semestre europeo, è stato deludente, Renzi, in posizione di subalternità alla Merkel e partners europei, non è stato incisivo a chiedere più flessibilità all’Europa.
  • I propositi della legge di stabilità 2015, appaiono nebulosi e poco convincenti.

Lo slogan che si sente da più parti “Meno Tasse e più credito per tornare a crescere” è una utopia, se non si attuano urgentemente, altre politiche economiche, che potranno curare i mali dell’economia italiana; una prima priorità, attuare,consistenti  investimenti pubblici, come nel 1929, cioè spostare la spesa corrente in spesa di investimento, e per fare ciò è necessario, non rispettare i vincoli europei, in particolare il fiscal compact del 3%.

Una seconda priorità è fare arrivare il credito al settore privato, rimuovendo dai bilanci bancari gli asset infetti, e ritornate alla divisione tra banche di risparmio e banche di investimento. Terza priorità è riappropriarsi della possibilità di battere moneta. Al Paese serve un nuovo modo di lavorare, serve in tempi ragionevolmente brevi.

Mario Bonelli Dottore commercialista in La Spezia

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