Primarie Liguria, un intervento di Marco Ravera (Rifondazione Comunista)

LA SPEZIA-  Rifondazione Comunista, come noto, non parteciperà alle Primarie sia perché con tutta evidenza non sono di coalizione, ma del Partito Democratico, sia perché le Primarie vincolano alla partecipazione della coalizione medesima. La consultazione dell’11 gennaio, tuttavia, rappresenta un momento di partecipazione che merita il massimo rispetto, vorrei però soffermarmi su alcuni aspetti politico-programmatici per noi centrali troppo spesso assenti dai dibattiti di questi giorni incentrati più sui nomi che sui contenuti.

Le iniziative di lotta delle scorse settimane, dalla manifestazione nazionale della CGIL del 25 ottobre, alle manifestazioni della FIOM di Milano e di Napoli, allo “sciopero sociale“, allo sciopero generale del 12 dicembre indicano che nel mondo del lavoro stanno maturando le condizioni per una forte ripresa del conflitto sociale. Le mobilitazioni operaie dell’Ilva e dell’Agnesi, quelle dei lavoratori di AMT e della altre aziende del trasporto pubblico, la lotta dei lavoratori delle province indicano la centralità della questione del lavoro, cioè il diritto al lavoro, la lotta contro la precarietà e la disoccupazione e la costruzione di politiche industriali e del lavoro che, assumendo come centrale anche il tema dell’ambiente, traguardino il rilancio dell’economia ligure ed una prospettiva di uscita dalla crisi.
Non meno importante la sanità che investe circa i tre quarti del Bilancio regionale. Pensiamo si debbano invertire le politiche che hanno portato al taglio di oltre 800 posti letto, al declassamento di sei Pronto soccorsi a Punti di Primo intervento (emblematico il caso di Cairo Montenotte in Val Bormida), la chiusura di reparti, la chiusura dei Day Hospital diagnostici che hanno portato e stanno portando alle fughe di pazienti fuori regione che aumentano per un costo di alcune decine di milioni di euro l’anno e aumenteranno ulteriormente dopo il DL 38 del 4/3/2014 sulla sanità transfrontaliera. Queste politiche si possono invertire solo difendendo e rilanciando il ruolo della sanità pubblica arrestando il peggioramento dei servizi e la privatizzazione strisciante che è venuta avanti in questi anni.
La terza grande questione, purtroppo sempre di attualità, è la tutela del territorio dal rischio idrogeologico cioè la riaffermazione che l’unica grande opera della quale c’è bisogno è la manutenzione di un territorio fragile e ferito dalla cementificazione e che occorre impostare politiche virtuose centrate sulla drastica limitazione del consumo del suolo. La Gronda di ponente e il cosiddetto “Terzo valico” (anche se poi sarebbe il sesto!) sono opere costose non prioritarie, fortemente impattanti sul territorio. Così come sono impattanti i porticcioli turistici in una regione già pesantemente cementificata. Se la Giunta regionale ha bocciato i porti della Margonara e di Albenga rimangono ancora aperti altri interventi a forte impatto.
In tema di impatto ambientale, che colpisce direttamente la salute dei cittadini, rientra anche la “questione carbone“. La centrale di Genova verrà chiusa entro il 2017, a Vado Ligure e Quiliano i gruppi a carbone sono stati chiusi dalla magistratura, a La Spezia è sempre più forte la lotta di comitati e cittadini per far uscire la città da cinquanta anni di carbone. Pur in assenza di un Piano energetico nazionale la Regione ha un forte ruolo per uscire dal carbone tenendo assieme salute, ambiente e lavoro.
Su questi temi siamo aperti al dialogo con quanti non si vogliono porre in continuità con le politiche del governo Renzi, con quanti vogliono dare alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici un riferimento e una rappresentanza politica.

Marco Ravera Segretario regionale Rifondazione Comunista

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