Favola di Natale ad Arcola: così Romeo sull'assessore Spinetti

ARCOLA– Quella che ci ha raccontato l’assessore Andrea Spinetti circa la realizzazione degli argini per la messa in sicurezza delle frazioni di Battifollo e Romito può essere vista come una bella favola in occasione delle feste natalizie. Infatti nel corso della commissione consigliare convocata per fare il punto della situazione è emerso che non siamo ancora alla progettazione esecutiva dell’opera, che in sede di conferenza di servizi per la presa d’atto della progettazione definitiva erano assenti molti enti, primo fra tutti l’ente Parco che ha voce in capitolo, ma che soprattutto non vi sono le risorse finanziarie.

Favola di Natale ad Arcola

Infatti, a fronte dei circa 10 milioni di euro occorrenti, ve ne sarebbero solamente quattro e per la restante parte non si vede nessun bagliore all’orizzonte.
Favola di Natale perché con queste premesse l’impegno a realizzare l’opera entro un anno è puramente fantasia o presa per i fondelli per i cittadini.
Ma poi, siamo sicuri che questo intervento mette in sicurezza l’abitato di Battifollo? Con il nuovo argine circa sette-otto abitazioni rimarrebbero all’interno del letto del fiume per cui è facile immaginarne le conseguenze: ma a questa obiezione ci è stato risposto che “vi è la possibilità di ricollocazione delle abitazioni interessate” (siamo a pura follia).Altra obiezione: con l’arginatura per la protezione del futuro centro commerciale sarà eliminata una area importante di laminazione del fiume con la conseguenza di ridurre il fiume in un enorme canale, che creerà disastri. Emerge chiaramente come da parte di politici locali, regionali e parlamentari valga il detto: “si predica bene e si razzola male”: da una parte si dice che si è sbagliato nell’edificare a fianco del letto del fiume e dall’altra si permette di costruire un nuovo enorme centro commerciale in piena area esondabile. Una semplice domanda: ma perché anziché creare nuovi argini con costi stratosferici non si inizia a fare pulizia nel letto del fiume con l’asportazione dei materiali di sovralluvionamento? Sicuramente si risparmierebbe, si avrebbero risultati più sicuri e i tempi sarebbero terreni e non biblici.

Salvatore Romeo, consigliere di “Arcola attiva”

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