A volte tornano. Cinzia Aloisini ricomincia da Lerici e diventa assessore alla cultura

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Cinzia Aloisini è il neo assessore alla cultura, turismo, teatro nel rimpasto della giunta di Lerici di CALURI.

La Aloisini sembrava essere fuori dai giochi, all’indomani di alcune uscite non proprio felici sulla questione di Piazza Verdi andando ad attaccare niente meno che il movimento dei Verdi e di Legambiente  (“Delle lotte politiche di vent’anni fa non è rimasto nulla“) a cui i diretti interessati avevano risposto come si suol dire “per le rime” (“Cara signora continui a far finta di occuparsi di cultura, lasci perdere l’ambiente, materia di cui non sa assolutamente nulla e di cui non sapeva nulla neppure quando era Presidente della Università Verde”, Marco Grondacci).

Ma soprattutto sembrava messa a riposo dopo la questione imbarazzante del bando per la direzione del Teatro Civico dove era in commissione insieme alla Ratti e Repetti e nominarono Roberto ALinghieri, nomina poi cancellata dal TAR. Quest’ultima vicenda merita una menzione: il giudice del tribunale amministrativo di Genova cancellò la nomina anche per la presenza della stessa Aloisini, che ricopriva una posizione istituzionale conflittuale con il suo ruolo in una commissione (“ricorre un’oggettiva causa incompatibilità, sanzionata ex lege, scaturente dal possibile condizionamento del membro della Commissione conseguente al conferimento in suo favore d’ incarichi ancora in essere al momento di svolgimento delle operazioni di selezione da parte della medesima amministrazione che ha indetto la procedura”), cosa che era stata ampiamente denunciata da Giulio Guerri.  Persino Luca Basile, non ancora assessore, espresse pubblicamente le proprie perplessità sulle modalità del bando..

Infelici anche le uscite su Dario Vergassola che partecipò al bando: Non si confonda il teatro con il cabaret” disse la Aloisini, frase che, come fu notato, denotava anche una non enorme cultura almeno teatrale considerato che niente meno che Bertolt Brecht attinse al cabaret tedesco dell’epoca di Weimar quale ispirazione per il suo teatro politico. E la risposta di Vergassola, artista quotatissimo e in vetta alla popolarità televisiva, non si fece attendere:

Con tutto il rispetto che porto alla signora Cinzia Aloisini, punta di diamante della cultura spezzina, non credo sia in grado di valutare il mio curriculum. Io non so quali possano essere le sue attitudini al di là degli incarichi che le danno. E in tutta risposta, la sfidò a una gara di quiz culturale al Palco della Musica.

L’amministrazione di Caluri la rimette in pista niente meno che come assessore alla cultura, elogiandone “l’esperienza e la competenza” anche se nella veste di presidente delle istituzioni culturali alla Spezia a dire il vero, non ha proprio fatto faville: la sua figura non è stata esente da critiche (per esempio dal gruppo Assalto alla memoria che aveva criticato la mostra Assalto al cinema; dal gruppo Appello per una democrazia e trasparenza della cultura; da Giorgio Pagano dell’associazione Mediterraneo, oltre che da esponenti politici dell’opposizione in riferimento al cattivo andamento dei musei). Lo stesso Giorgio Pagano sul Secolo XIX aveva rincarato la dose parlando di una “Cultura che ha bisogno di una regia” e nacque una polemica proprio sulla gestione delle istituzioni a cui non proprio elegantemente, la Aloisini aveva replicato, liquidando l’ex sindaco, che il suo sembrava  un “vezzo tutto spezzino di rimembranza dei bei tempi antichi”.

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Vogliamo poi ricordare che l’appello per intitolare  una sala permanente del CaMeC al grande artista GIANLUCA LERICI alias BAD TRIP cadde nel vuoto e le Istituzioni culturali da lei rappresentate non comprarono per la collezione d’arte contemporanea comunale neanche un’opera pittorica dell’artista, nonostante la gigantesca partecipazione alla mostra realizzata a seguito di un appello di artisti nazionali. Bad Trip scomparso nel 2006 è stato totalmente ignorato in vita dalla amministrazione della sua città, che si è fregiata di un Museo di Arte Contemporanea, ma si è scordata di avere in casa un genio di livello mondiale.

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Credo sia significativo che la Aloisini si dimissionò proprio dalla cultura, incarico senza emolumenti per la legge Tremonti; disse che: “Da 15 mesi ricopro l’incarico di presidente dell’Istituzione per i servizi culturali gratuitamente“. Andò invece nel cda di una partecipata ACAM dove gli emolumenti erano previsti.

Passata da presidente dell’Arci ad assessore alle politiche sociali, al CDA di Fondazione Carispe e ACAM, da qualche tempo non se ne sentiva più parlare. Chiediamo al sindaco Caluri se per esperienza e competenza intenda anche quella della fedeltà alle istituzioni pubbliche e al partito di appartenenza che però l’ha ricambiata con un pugno di voti alle elezioni.  E attendiamo con curiosità di vedere il piano per il riordino della cultura a Lerici.

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