Vi spiego il vero motivo per cui il Sindaco Federici rinuncia a Buren

LA SPEZIA – Che cosa si sta facendo davvero in Piazza Verdi? Chi s’intende un po’ di lavori pubblici e relativi progetti avrà senz’altro notato che da tempo in Piazza Verdi si stia lavorando ad un altro progetto e non al Vannetti-Buren, vincitore del concorso.

Nulla nella posizione dei manufatti, delle aiole, delle panchine e persino di quei tristi faretti che si sono materializzati sulla piazza da qualche mese, rimanda al progetto approvato con il famoso “concorso internazionale d’idee”. Nessuna traccia delle vasche, dell’anfiteatro o dei basamenti degli archetti di cemento.

Di questo enorme pasticcio, che ci costerà qualche milione di euro, non si riesce dunque a vedere la fine. Mancando l’Amministrazione totalmente di trasparenza e non avendo quindi comunicazioni di alcun tipo da parte dell’ente che dovrebbe fornirle ai suoi cittadini, abbiamo raccolto qualche voce dai soliti bene informati.

Tra gli addetti ai lavori c’è chi sostiene che alla base della “rinuncia” ai fondi europei da parte del Sindaco Massimo Federici ci sia un ripensamento sulla “bellezza” dell’opera. Molte sembrano essere le cause e non solo estetiche: la fama di “attaccabrighe” dell’artista, che fece causa al Comune di Parigi per la manutenzione non adeguata – secondo lui – di una sua opera; i dubbi sorti da più parte tra gli spezzini, anche quelli vicini all’amministrazione, che proprio non riescono ad apprezzare un tale stravolgimento nell’ultima piazza storica salvatasi dalla bombe; i problemi idrogeologici e i rischi di realizzare uno scavo per le piscine che va ben oltre la quota consigliata dai geologi; un errore nella progettazione della “mobilità intelligente” che prevedeva una sola corsia di marcia attrezzata per i filobus (e dunque una sola direzione) senza spazi adeguati nelle vie parallele (ad esclusione di Viale Italia, sui cui si scaricherà già tutto il traffico veicolare non elettrico) che consentissero ai mezzi di grandi dimensioni il “ritorno” nella direzione opposta; costi di manutenzione altissimi anche per via degli impianti energivori che avrebbero dovuto consentire la luminosità delle colonne e la circolazione dell’acqua nelle installazioni bureniane.

Come fare dunque ad uscire da un progetto che ha già perso il suo fascino e non sembra più così “splendido” come appariva al Sindaco nei primi tempi? Come fare a variare un progetto legittimato dal famoso concorso e più volte dichiarato “intoccabile” dall’assessore Cristiano Ruggia e dal Sindaco stesso? Se neppure ai cittadini, finanziatori del progetto, era stato consentito discutere nel merito (vi ricordate quante volte ci siamo sentiti dire che non si poteva fare un percorso partecipato perché di questo progetto non si poteva toccare neppure una virgola?) come fare a uscire da questo pasticcio?

Semplice: basta perdere il finanziamento.

Senza i soldi della UE e con una sentenza in arrivo che costringerà il Comune a modificare il progetto, esiste una “causa di forza maggiore” per cui si può dire a Buren «scusi, ci siamo sbagliati» sperando di non pagare pegno. Se, come è probabile, il Consiglio di Stato imporrà di ripiantare un filare di alberi al centro della piazza, nessuno potrà prendersela col Comune per il ripensamento del progetto giunto ben prima della sentenza; basta guardare la piazza quasi finita a cui da mesi si sta lavorando sulla base di un progetto evidentemente diverso dal Vannetti-Buren.

Peccato però che qui non stiamo giocando coi mattoncini lego, non siamo bambini che possono fare e disfare le casette con un semplice colpo di mano.

Il disastro di Piazza Verdi e la rinuncia ai fondi da parte di Federici e dei suoi insuperabili consiglieri, ci costerà milioni – ancora non sappiamo quanti – che pagheremo noi cittadini a cui non è stato neppure concesso l’onore di visionare il progetto in anticipo ed esprimere la propria opinione (chi si ha provato è stato tacciato di vetero-conservatorismo, chiusura mentale ed ogni tipo di insulto possibile).

Resta il conto da pagare dunque e una piazza svuotata e triste che non piace davvero a nessuno, pavimentata con materiali costosissimi che mostrano già numerosi segni di rottura e deterioramento. E una ferita aperta tra il Comune e i cittadini…

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