Galleria Menhir della Spezia: finissage della mostra di Gianfranco Zappettini sabato 20 dicembre

La galleria Menhir arte Contemporanea di via A. Manzoni di Sebastiano Calandra -che è subentrato a giugno nella direzione e gestione del fondatore Alberto Rolla- ha organizzato per il 20 dicembre dalle 17,30 un evento artistico e musicale insieme in occasione del finissage della mostra Monos, la personale dell’artista Gianfranco Zappettini a cura di Alberto Zanchetta inaugurata il 18 ottobre. Ci sarà una conferenza sull’Arte analitica e un concerto del gruppo Why Not.

Qua il video di presentazione.

La mostra focalizza l’attenzione sulla produzione degli anni ’70: una ventina di opere sul tema del bianco, inteso come condizione primaria, di azzeramento, che appartiene a quella che è stata definitiva Pittura Analitica e alla quale il maestro fa parte. Oltre alle opere storiche sarà esposta anche una selezione di opere più recenti che riprendono il tema iniziato quarant’anni prima.

A cavallo degli anni Sessanta e Settanta Gianfranco Zappettini si è dimostrato refrattario alle tinte forti e vivaci, è anzi giunto a formalizzare un diafano spettro luminoso; un bianco autogeno che si fa latore di messaggi-non-detti (è come se l’austerità dell’incolore diventasse improvvisamente assertiva). Zappettini, infatti, è stato tra i primi a capire che non ci si può limitare a enunciare il linguaggio della pittura, consapevolezza che l’ha indotto a evidenziare l’atto stesso del dipingere. Per l’artista la superficie deve ancor oggi essere incontaminata, autonoma: non una semplice indagine di superficie bensì un’indagine interna, come dimostrano le numerose stratificazioni di questi dipinti. Grazie a una tavolozza giunta a un radicale degré zéro e a un quadro consacrato ai minimi termini, l’artista si sforza di rendere possibile l’incolore. Come scrive Zappettini stesso sulla rivista “Paint” nel ’74: “ La pittura per me è da intendere come radicalizzazione dell’indagine sulla superficie pittorica, dopo aver operato un azzeramento che nulla conceda alla rappresentazione e permetta invece un’analisi sugli elementi linguistici di base.”

Lungo tutta la sua ricerca,  l’artista ha continuato a interrogarsi sulle vibrazioni e le frequenze luminose della pittura, capaci di aggirare la monotonia attraverso impercettibili variazioni all’interno del  campo neutro la cui reificazione differente genera un raffreddamento tanto concettuale quanto manuale. A corredo della mostra sarà presentato il catalogo edito da Graphic & Digital Project, Milano, con un’intervista di Alberto Zanchetta all’artista. La mostra è un progetto di Menhir Arte Contemporanea.

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