Io non ci sto, le ombre del commissario Marino. Un libro di Adele Marini

1992, annus horribilis della nostra storia repubblicana, insanguinato da stragi mafiose. Una nobildonna napoletana, Costanza Filomena Albani di Sansevero, moglie di un diplomatico belga accreditato presso la Santa Sede, vive con profondo scontento una vita sentimentale arida. Per dare un senso alla propria esistenza, gestisce con un’amica una piccola bottega di antichità religiose nel cuore di Roma. Un pomeriggio entra uno strano cliente che acquista un’icona russa “autentica” pretendendo di pagarla in contanti. Il cliente torna presto a trovarla, la circuisce con abilità e finisce per soggiogarla. Prende il via una strana relazione, basata esclusivamente sul sesso, che per Costanza si rivela quasi subito un biglietto di sola andata per un mondo che le è del tutto estraneo, fatto di illeciti finanziari, di incontri ravvicinati con il terrorismo internazionale e di misteriosi plichi passati di mano. Fra i tanti compiti che l’amante impone a Costanza c’è quello di servirsi delle sue credenziali diplomatiche per operare su conti cifrati presso lo Ior, la banca vaticana il cui accesso è consentito a pochi. Tenuta costantemente al guinzaglio dal suo persecutore, la nobildonna contrabbanda valuta e informazioni riservate, ma quando intuisce che la vita dei suoi due bambini è in pericolo, fa l’unica mossa che le è consentita: mette al sicuro le agende su cui ha annotata ogni cosa ogni cosa, giorno per giorno.

Vent’anni più tardi, nell’Italia delle stragi, dei fascicoli secretati e dei processi senza colpevoli, lo stesso oscuro personaggio che ha guidato Costanza verso la rovina torna allo scoperto, ma solo perchè i suoi passi si incrociano con quelli del commissario della squadra mobile di Milano, Vincenzo Marino, il quale si trova davanti ad un duplice delitto dai contorni torbidi. Al magistrato che lo incarica delle indagini riassume la situazione con queste parole: “Qui ci sta puzza di Servizi”.

L’autrice, Adele Marini, bergamasca, vive e lavora a Milano. Giornalista professionista, specializzata in cronaca nera e giudiziaria, ha lavorato per importanti settimanali nazionali e collaborato con diversi quotidiani. Il suo primo romanzo, Il Consulente, uscito nel 1994, le ha aperto la strada per quel genere fra attualità e invenzione letteraria che gli anglosassoni chiamano non-fiction novel. Strada proseguita con Milano solo andata (2005), con cui ha vinto il Premio Azzeccagarbugli 2006, e con Naviglio blues (2008), entrambi pubblicati in Italia da Fratelli Frilli Editori e in Germania da Random House-Goldmann. Nel 2013 è uscito A Milano si muore così, sempre con Fratelli Frilli Editori. L’autrice ha pubblicato anche racconti in varie antologie, fra cui Alle signore piace il nero (Sperling & Kupfer) e Neronovecento (Cordero). In e-book, con l’editrice Milanonera, ha pubblicato due saggi: I fondamentali della scrittura d’indagine (2010) e Arriva la scientifica (2011).

www.frillieditori.com

Io non ci sto è pubblicato nella collana Indies, un laboratorio permanente di ricerca letteraria per fare emergere le voci più nuove e più interessanti della narrativa contemporanea italiana e internazionale. Indies unisce le competenze nel campo di ricerca e sperimentazione degli editori indipendenti all’esperienza e alla forza di Feltrinelli. L’obiettivo è semplice: pubblicare romanzi di grande qualità, presentare autori di pregio in una veste raffinata e moderna, parlare ai lettori più forti e più curiosi, ma al tempo stesso offrire le proposte editoriali degli indipendenti al più vasto pubblico possibile.

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