Giulio Guerri su Acam: "A quando i sacrifici per i dirigenti?"

LA SPEZIA“Prendiamo atto che Acam – dopo avere rastrellato, negli ultimi mesi, tonnellate di euro grazie alle bollette pagate dai cittadini, fra le quali, in particolare, quelle dell’acqua, salite ad importi abnormi a seguito dei rincari tariffari deliberati dai sindaci e della loro applicazione anche retroattiva – adesso non trova miglior modo di chiudere l’esercizio economico annuale se non spostando di un mese il pagamento delle tredicesime dovute ai dipendenti. Non c’è bisogno di sottolineare l’assurdità di questo provvedimento e il grave danno economico che un eventuale decisione di questo tenore comporterà non solo ai diretti interessati e alle loro famiglie ma, visto soprattutto il periodo, a tutta la comunità.  Quello che occorre evidenziare con inevitabile indignazione è che, ancora una volta, la conduzione di Acam produce solo sacrifici a carico sia dei cittadini sia dei lavoratori. I lavoratori sono stati assoggettati a un gestione aziendale che li ha colpiti nel loro reddito (prima con la cassa integrazione poi con i contratti di solidarietà, peraltro non ancora pagati, da agosto 2013, nella parte di competenza INPS; a ciò potremmo anche aggiungere il ritardato pagamento dei buoni pasto, tuttora indietro di 3 mensilità) e li ha esposti a una navigazione a vista – con tutto quello che significa : caos organizzativo, mancata valorizzazione delle professionalità, tensioni, incertezze, un clima di ricatto sempre incombente sul riconoscimento del loro lavoro. I cittadini, dal canto loro, hanno visto polverizzato un patrimonio pubblico della comunità locale, con la (s)vendita di immobili, degli assets più redditizi (Acam Clienti e Acam Gas), degli impianti di Centrogas (a cui a breve si aggiungeranno quelli di Acam Ambiente) e una perdita di ulteriori funzioni strategiche, come la lettura dei contatori del gas già in capo ad Integra; hanno visto aumentare a dismisura il costo della vita (con l’incremento esponenziale delle tariffe di acqua e spazzatura e anche con la determinazione di cifre molto alte per il deposito cauzionale sulle fatture del gas) senza avere un ritorno in termini di servizi, ritrovandosi con un ambiente sempre più sporco e con una gestione della rete idrica inadeguata alle attuali esigenze sociali, poiché le fognature sono ancora carenti, il depuratore è vecchio e i tubi dell’acqua sono malandati, pieni di perdite e in vari punti ancora in eternit e, in compenso, si è abbassato il livello dei servizi resi: è comprovato infatti che la riduzione delle ore lavorative imposta al personale di Acam Acque ha prodotto, oltre a un’oggettiva contrazione dell’operatività, un aggravamento dei disagi sofferti dai cittadini, ad esempio con l’allungamento dei tempi medi per la riparazione dei guasti nel periodo estivo.
Con queste riflessioni si apre la nuova mozione del consigliere comunale Giulio Guerri, portavoce della lista civica “Per la Nostra Città“, che interviene sulle nuove problematiche emerse in questi giorni dal fronte Acam.  “Dire che non saranno pagate le tredicesime a causa di crediti non ancora riscossi, ammesso che questa sia la ragione – sottolinea Guerri è un comportamento inaccettabile, perché significa usare i lavoratori e i loro diritti come ostaggi per una trattativa in famiglia (quella fra i vertici di Acam e i Comuni che li hanno nominati) che si deve risolvere al più presto, nel rispetto degli obblighi pendenti e senza mettere di mezzo i lavoratori, la loro dignità e la loro serenità. Un’azienda pubblica che nel chiedere il rispetto dei propri crediti manca di rispetto ai propri lavoratori eguaglia per condotta antisociale quella dei Comuni che, a quanto pare, continuano a utilizzarla come un Bancomat. Vorremmo piuttosto sapere” – conclude Guerri – “quand’è che i famosi e ben noti sacrifici chiesti e imposti “per il bene di Acam” riguarderanno i dirigenti e chi ha reso possibile la sua polverizzazione“.

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