Cantieri scuola della Provincia della Spezia: Paita ci prende in giro, reddito minimo era nostra proposta

LA SPEZIA- “Quando ho visto le dichiarazioni dell’assessore regionale Raffaella Paita, nonché candidata alla presidenza della Regione Liguria, mi sono letteralmente cadute le braccia”: così si esprime Gian Carlo Bailo, il responsabile del Coordinamento cantieri scuola della Provincia della Spezia. “Devo dire”, prosegue Bailo, “che quando ho letto che, candidamente, l’assessore Paita propone di attivare il reddito minimo di cittadinanza regionale e di destinare le categorie deboli in progetti per la difesa del territorio mi sono anche sentito offeso, visto che noi è da quasi due anni ormai che stiamo chiedendo alla Regione Liguria – quindi alla Paita – le stesse cose che oggi lei propone come nulla fosse. Di certo l’assessore Paita” incalza Bailo, “deve avere una bella faccia tosta, visto le infinite lettere che il nostro coordinamento le ha inviato e le decine di articoli che denunciavano il nostro caso senza che la stessa abbiamo mai mosso un dito per risolverlo: il tutto è certificato sulla nostra pagina face book : https://www.facebook.com/cantieriscuola.laspezia. Siamo stati noi a proporre sia il reddito di cittadinanza regionale, che faccia uscire migliaia di Liguri, dal vero e proprio ricatto di occupazioni precarie e casse integrazioni gestite dalla mala politica come serbatoi di voti il tutto con la palese complicità dei sindacati che perderebbero una delle ragioni del loro consenso, ma soprattutto la proposta fatta a tutti i livelli per la messa a regime del nostro progetto per la prevenzione del dissesto idrogeologico che ha visto il coinvolgimento di 149 lavoratori gettati sul lastrico proprio dalla Regione Liguria nel settembre del 2013 proprio dalla giunta regionale della stessa Paita. Sfidiamo ora l’assessore Paita ad avere il coraggio di risponderci direttamente, se no dimostrerebbe di fatto una buona dose di codardia, e ci permetta di malafede. Noi capiamo che le elezioni regionali si stiano avvicinando, ma francamente sentirci presi così in giro non lo accettiamo”si sfoga Bailo. “Il fallimento della Regione Liguria è sotto l’occhio di tutti i Liguri, mezzo consiglio regionale sotto inchiesta per spese pazze, crisi di decine di aziende, disoccupazione e povertà incalzante per ampi strati di famiglie Liguri, alluvioni e ci fermiamo qui. Ma la ciliegina sulla torta è la finta riforma della legge elettorale per le regionali, dove la casta, ha deciso di non abolire il listino dei sei consiglieri eletti automaticamente, e poi ha pensato bene di mettere nello statuto la possibilità di eleggere sette assessori esterni. In sostanza il presidente eletto nominerà bel 13 persone, di fatto fedeli “Yes men” al suo servizio. Questa sarebbe la democrazia?”

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