Volano stracci alla corsa per le primarie. Federici sempre più agguerrito in campo contro Cofferati.

Venere degli stracci, M. Pistoletto
Venere degli stracci, M. Pistoletto

Una campagna per le primarie PD caratterizzata da insulti e toni davvero bassi. Soprattutto nel duello Cofferati-Paita dove entra in campo anche il sindaco Federici, tra post di facebook e tweet che hanno destato non poche perplessità tra gli elettori tutti (non solo quelli di un candidato particolare).  Cofferati nella sua conferenza alla Spezia presso la sala dell’AVis gremita di gente, aveva ribadito elegantemente che non avrebbe raccolto gli insulti del sindaco: “Federici avrà da me quel rispetto che mi nega”, dando una prova di aplomb e stile british che in molti hanno apprezzato; e infatti né Cofferati né il suo entourage si sono divertiti al gioco al massacro dell’avversario, pur non sottraendosi ovviamente al confronto come è avvenuto alla conferenza dei candidati PD. Federici si è esercitato su facebook nella pratica della critica diretta -come già aveva fatto per esempio con il Comitato Piazza Verdi quando si volava rasoterra e anche più in basso, a livello dei sottoservizi- con argomenti e toni che non sono piaciuti neanche al giornalista Marco Preve. Nel suo blog infatti, Preve ha giustamente parlato di “veleni e deliri spezzini” e di strategie di attacco non proprio corrette, in queste primarie PD, con Spezia capitale del turpiloquio, con ex bersaniani come si legge, saliti sul carro del vincitore ma che ora “colpiscono con gli stessi argomenti con i quali fino a pochi mesi fa sorreggevano la loro roccaforte di talebani refrattari a qualsiasi rottamazione”.

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Altrove Federici aveva dichiarato: “Cofferati con la sua candidatura offende i liguri”: “Trovo disdicevole la sua pratica di ambulante della politica. Trovo difatti davvero sgradevole questo “mestiere del mettersi a disposizione” qua e là per l’Italia, sfruttando la rendita di immagine del Circo Massimo(…)”

La Paita alla conferenza dei candidati ha dichiarato quale sarà la sfida principale del suo governo in regione ossia la “lotta al dissesto idrogeologico, l’azione sistematica di “rammendo” della Liguria”. Frase forse un po’ ovvia dopo i fatti del 2011 e di quest’anno con una parola “rubata” o “citata” ad arte dal gigantesco Renzo Piano, architetto e senatore a vita che però forse avrebbe (e ha avuto) da ridire sulla gestione del territorio e del paesaggio, tanto è vero che a dirla tutta, così si esprimeva sui fatti di ottobre 2014 (ma questo non è stato citato da Paita, peccato): “Non è stata una fatalità , ma un problema politico”.

L’argomento-mantra di queste primarie è il fatto che c’è qualcuno del territorio e qualcuno che viene da fuori e il sottoargomento-litanìa è che c’è una giovane e uno più attempato (che Federici definisce appartenere a un’altra generazione dalla sua, ma ha appena otto anni più di lui, e otto anni non sono una generazione). Decisamente argomenti che non entrano nel merito della competenza, dell’esperienza dirigenziale o tecnica.

A quando una discussione sui contenuti?

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