Assemblea sulle case popolari: Raffaella Paita si sottrae al contraddittorio

LA SPEZIA– Si è svolta questa mattina in Sala Dante un’affollata assemblea indetta dal sindacato SUNIA, rappresentato dal Dottor Bravo, alla quale è intervenuta l’Assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita; tema della mattina la vendita degli alloggi di edilizia popolare tramite asta pubblica sancito dall’articolo 3 della DM 80/2014 meglio noto come DM Lupi, ultimo attacco allo stato sociale tentato da questo governo Renzi. Nel decreto, infatti, si sancisce la possibilità, da parte degli enti che gestiscono l’edilizia popolare, di vendere all’attuale prezzo di mercato, al miglior offerente gli alloggi costruiti a suo tempo con soldi pubblici. All’inquilino rimarrebbe il solo diritto di esercitarne al momento dell’asta pubblica un diritto di prelazione, pagando però il prezzo corrispondente alla migliore offerta.
Nel corso del suo intervento Bravo ha informato i presenti circa le trattative condotte dal sindacato inquilini, con la concertazione dell’assessore Paita con la Regione. Un punto positivo ottenuto sarebbe quello di evitare lo spostamento obbligato degli inquilini impossibilitati a comprarsi l’alloggio da loro occupato, oltre alla  sostituzione della voce prezzo di mercato con prezzo che verrà stabilito in base a vari coefficienti abitativi, non meglio specificati. Inoltre è stato ottenuto lo spostamento di molte delle vendite previste al 2017, privilegiando nella messa all’asta quei caseggiati di fatto divenuti promiscui, ovvero non interamente di proprietà degli enti pubblici.

Durante l’assemblea,  ha preso la parola tra il pubblico Massimo Baldino, attivista a cinque stelle del Meetup 11,  che in modo perentorio e deciso ha stroncato la teoria di un interesse reale dell’assessore regionale Paita, (che però, finito il suo monologo ha lasciato l’assemblea, sottraendosi di fatto al confronto col pubblico), ormai da tempo dichiaratamente (auto)candidata alla presidenza della Regione; in pochissime, ma pesanti parole ha spiegato ai presenti che il problema in questione sarebbe di fatto facilmente risolvibile, e quindi in realtà non esisterebbe, se qualcuno non lo usasse per farsi facile pubblicità elettorale. Basterebbe appellarsi al titolo 5 della Costituzione che assegna alle Regioni piena autonomia in tema di programmazione e gestione degli alloggi di edilizia popolare e che la signora Paita spingesse il presidente Burlando a non recepire l’articolo 3 della legge 80/2014 nota nome DM Lupi in questione. Ne nascerebbe, ovviamente, un cortocircuito istituzionale tra la regione Liguria e il governo centrale, ma è semmai da questo punto e dopo questo gesto deciso, che si dovrebbe aprire un dibattito e una battaglia comune.
Se una cosa è un diritto” -ha detto Baldino– “non ci sono altri argomentazioni e trattative di sorta”. Tentare di fare da mediatori, come in questo caso dicono di voler fare la Paita e Bravo, per far valere ciò che in realtà ai cittadini italiani spetta, è solo voler sfruttare politicamente un problema sorto da una autentica “mascalzonata di Stato“, atta a sfruttare prima e farne decantare il malcontento poi, come da sempre avviene in Italia alla fine la gente dimenticherà. Chi si è assunto in pubblico delle responsabilità, sarà altrove e dunque, come si dice in gergo, “passata la festa gabbatu lu santu“. La vasta platea è esplosa in un fragoroso quanto sentito applauso a queste parole.

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