Autorizzate le prime trivellazioni in Sicilia: rabbia e delusione

Rabbia e delusione perchè quello che temevamo purtroppo è successo. Non sono bastati 5 anni di lotte, ricorsi, interrogazioni, audizioni parlamentari, manifestazioni, telefonate, discussioni e per la prima volta da decenni è stata autorizzata una nuova concessione petrolifera nel Canale di Sicilia.

Saranno trivellati 6 buchi nel ventre della nostra terra, di fronte alle coste agrigentine tra Palma e Licata, che a breve sfideranno condizioni geologiche difficilissime e metteranno a rischio tutto ciò per cui viviamo da millenni.

Una nuova piattaforma, la Prezioso K, si ergerà come baluardo di una mentalità fossile che pensa solo all’arricchimento del privato e a perpetuare un sistema dannoso per i territori e i popoli che abitano nel Mediterraneo e che nulla porta in termini di occupazione e di gettito fiscale alla nostra povera Sicilia.

Il progetto è il campo di coltivazione offshore “Ibleo” che tanto aveva fatto parlare per i singolari studi ambientali, approvati dal Ministero, che non prevedevano nemmeno come lontana ipotesi lo scenario di un incidente rilevante in fase di trivellazione o operatività.

Tanto chi se ne frega di sapere quali saranno gli effetti sull’ambiente di un incidente. Che succede se esplode la piattaforma? Che facciamo se una nave collide con essa? Cosa succede se un ancora o una rete strascica sulle condotte sottomarine? Quali sono gli effetti sulla pesca, sul turismo? Al Ministero non interessa, ai nostri governanti nemmeno. Rilasciamo la concessione, poi chi vivrà vedrà!

E così il 31 ottobre scorso Il Ministero dello Sviluppo Economico ha firmato il decreto di concessione all’ENI e alla EDISON per 20 anni di uno specchio di mare di 145 Kmq, autorizzando la perforazione di ben 6 nuovi pozzi. Conosciamoli per nome: Argo2, Cassiopea 1, Cassiopea 2, Cassiopea 3, Cassiopea 4 e Cassiopea 5. Già dalla prossima estate una piattaforma di trivellazione potrebbe cominciare a bucare il nostro delicato e prezioso Canale di Sicilia.

Sono i primi di una lunga serie in fase di autorizzazione. Oggi è toccato a Licata, domani toccherà a Sciacca, Pantelleria, Ragusa, Lampedusa, Trapani, Mazara…

Rabbia e delusione, solo rabbia e delusione, per tutti quei politici di destra e di sinistra che in questi anni ci hanno preso in giro, promettendoci tavoli tecnici, aree marine protette, sviluppo sostenibile, pesca e turismo e che contemporaneamente votavano senza alcun sussulto di coscienza e di coerenza tutti i provvedimenti di legge che hanno permesso questo scempio, accampando scuse vuote e ridicole.

Il nostro territorio è stato svenduto, con l’appoggio dei nostri delegati in Parlamento (con la sola eccezione di M5S e SEL), la battaglia è persa ma la guerra non è finita.

Loro sono grandi, ma ricordiamoci che noi siamo in tanti. Reagiremo!

Comitato Stoppa La Piattaforma

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