Quartieri del Levante: una nota su P.R.P. e Calata Paita

LA SPEZIA– Senz’altro è importante valorizzare la vocazione crocieristica della nostra città e del Golfo dei Poeti, peraltro già prevista nel Piano Regolatore Portuale.
Quello che va chiarito oggi sono le responsabilità dell’Autorità Portuale e delle Istituzioni sui gravi ritardi (almeno 8 anni) sull’esecuzione strutturale del P.R.P. e le strane decisioni sulle modalità e sulle mancate priorità di percorso dello stesso, con le conseguenti dannose ricadute sullo sviluppo e sull’occupazione, nonché sulla qualità della vita di coloro che risiedono nei quartieri adiacenti al Porto Commerciale.

Tutto ciò ha portato alla mancata attuazione(6 anni di ritardo) di questi obiettivi primari:

1. Calata Paita doveva già essere restituita alla città con la conseguente ricollocazione degli impianti e la movimentazione delle merci alla rinfusa sul Molo Garibaldi. Ciò avrebbe allontanato dalle residenze di Viale Italia tali lavorazioni che da anni costituiscono fonte di inquinamento acustico ed atmosferico(tutto questo era previsto dal P.R.P. fin dal 2006)

2. In contrasto con il P.R.P. e la destinazione d’uso delle banchine portuali Il Molo Garibaldi è stato invece usato dall’A.P. per la crocieristica allungando i tempi per la restituzione di Calata Paita alla città.

Queste osservazioni vengono fatte perché ultimamente sulla stampa sono apparse le intenzioni di Autorità Portuale e Sindaco di La Spezia di proporre una variante al Piano Regolatore Portuale volto all’ampliamento di alcune Banchine Portuali al fine di poter consentire l’attracco di ben 3 navi da crociera. Ci si chiede come mai un tale pensiero,che non vogliamo tacciare come negativo,quando sino ad oggi l’Autorità Portuale non abbia attuato nulla o quasi del Piano Regolatore circa la priorità del terzo bacino e di come abbia inoltre accusato i concessionari ed i quartieri del levante (Pagliari,Fossamastra e Canaletto) di essere contrari all’attuale P.R.P. e di voler strumentalizzare la cosa per non ricollocare le marine del Levante. Chiariamo finalmente una volta per tutte: posto che ancora non abbiano capito che da parte nostra il confronto è ancora aperto nel rispetto delle intese e della sostenibilità ambientale che ha come conseguenza la qualità della vita dei cittadini che hanno la sfortuna di vivere nelle adiacenze del Porto commerciale che,come ogni altro cittadino di La Spezia, hanno diritto di essere tutelati da chi ci amministra.

Tornando a Calata Paita, come mai l’Autorità Portuale non ha provveduto alla elettrificazione della banchina in modo da evitare,un domani lontano o vicino che sia,che le navi debbano utilizzare i gruppi elettrogeni di bordo evitando così il pesantissimo inquinamento atmosferico dovuto alla fuoriuscita dei fumi dai fumaioli che si trovano vicinissimi alle abitazioni site in Viale Italia?
Abbiamo ragione di pensare che la salute della cittadinanza debba sempre essere in prima linea rispetto a qualsiasi progetto urbanistico.

(Franco Arbasetti, Coordinamento dei Quartieri del Levante)

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