20° vertice Antimafia della Fondazione Antonino Caponnetto

BAGNO A RIPOLI (FIRENZE) – Si è svolto oggi il 20° vertice Antimafia organizzato dalla Fondazione Antonino Caponnetto, presieduta da Salvatore Calleri, e dal Comune di Bagno a Ripoli, sotto l’Alto Patronato del Presidente Repubblica e con il patrocinio della Regione Toscana.

Il vertice, fortemente voluto da Antonino Caponnetto e che annualmente riunisce persone che combattono il fenomeno mafioso, è stato aperto da Francesco Casini, Sindaco di Bagno a Ripoli, onorato e orgoglioso di  ospitare l’evento,  “perchè è necessario costruire anticorpi per una società civile più consapevole e migliore, dove nessuno può sentirsi esente dal combattere la criminalità organizzata, nessun territorio ne è libero“.

Il tema principale di quest’anno “Per una nuova visione nella lotta al crimine organizzato in Europa e nel Mediterraneo” è stato affrontato esaustivamente dal Presidente del Senato Pietro Grasso: l’internazionalizzazione dei mercati e la globalizzazione sono stati prontamente sfruttati dalla criminalità organizzata, che traffica simultaneamente beni e servizi illegali (stupefacenti, armi, tratta di esseri umani e di organi, merce contraffatta, rifiuti). Le mafie italiane si sono saldate con le criminalità straniere e perseguendo i loro profitti inquinano la democrazia,  riescono a determinare conflitti, controllano territori, ridisegnano confini, soffocano economia e politiche di interi Stati. Le Istituzioni italiane e internazionali, quindi, potranno difendere democrazia e persone con azioni congiunte e utilizzando strumenti concettuali della geopolitica. Anche Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, ha parlato della necessità di affrontare il fenomeno mafia a livello europeo: “l’Europa non faccia lo stesso errore fatto dal Nord Italia per troppo tempo, non riconoscendo che la mafia è un fenomeno globale, non solo siciliano. Si fa fatica a capire che non esistono zone franche per le mafie, né in Europa né nel mondo“. Bindi ha anche argomentato sulla gestione dei beni confiscati alle mafie: terreni, immobili, denaro, titoli, aziende, non semplici da gestire ma che indubbiamente debbono avere un uso sociale. Sarebbe utile la creazione di un fondo per i beni confiscati perchè il loro recupero ed utilizzo non si può certamente fare a costo zero.

Numerose personalità di spicco nel mondo dell’antimafia, tra le quali il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Catello Maresca, il Governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta, i senatori Mario Michele Gianrusso e Giuseppe Lumia, l’onorevole David Ermini.

A due anni dalla scomparsa di Pier Luigi Vigna, è stato inaugurato in seno alla Fondazione Caponnetto un centro studi a lui intitolato. Il progetto nasce con l’intento di dare risalto alle migliori pratiche di contrasto ad organizzazioni criminali tentacolari, sviluppate nel tempo dalla Direzione Investigativa Antimafia. La scelta deriva dal fatto che il Procuratore Vigna, insieme al collega Gabriele Chelazzi (scomparso nel 2003), indagò a lungo sulle stragi di Firenze, Milano e Roma nel 1993, riuscendo a dimostrare, proprio con la fondamentale collaborazione degli uomini della DIA, che cosa nostra aveva cambiato obiettivo, passando dagli attentati contro magistrati, appartenenti alla Forze dell’Ordine, giornalisti, politici ad azioni particolarmente virulente ed eversive che avevano come unico scopo quello di ricattare lo Stato.

 

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