Legambiente: bruciare legna direttamente sugli arenili? La legge lo vieta

SARZANA- Siamo rimasti più che perplessi, se non addirittura contrariati, a leggere che tramite richiesta alla Protezione Civile nazionale la Regione Liguria vorrebbe, attraverso quella che sarebbe una vera e propria deroga alle leggi vigenti a livello nazionale, dare il la a bruciare, direttamente sugli arenili o sui terreni di deposito sugli argini dei fiumi, la legna e di conseguenza anche altre tipologie di rifiuti trasportati assieme a questa, dalla recente alluvione. Lo stesso dicasi anche di una non meglio precisata rimozione dei sovralluvionamenti derivati da detriti e/o inerti nell’alveo dei fiumi. Crediamo che questa uscita lasci molto alla visibilità ed all’interventismo senza spiegare e convincere appieno sulla sua applicabilità che non a caso viene poi rimandata a successive ordinanze (dei Comuni? della Provincia? ai pareri dell’Arpal e dell’Asl?). Dobbiamo ricordare che la norma nazionale di divieto di combustione di tipologie di rifiuti all’aria aperta introdotta dal Ministro Orlando con precise sanzioni anche di carattere penale è stata decisa non per uno sfizio ambientalista ma per contrastare il fenomeno tossico dei roghi all’aperto che hanno tristemente contraddistinto la vicenda della terra dei fuochi in Campania.Adesso si potrebbe obbiettare che qui la situazione è diversa, si tratta di legna e tronchi. Ebbene non è così. I detriti di carattere arboreo che vengono trascinati dalle alluvioni sono senz’altro costituiti da legname, ma è innegabile che essi siano in alcuni casi mischiati con altri rifiuti, molti di questi riconducibili a plastiche o altre tipologie di rifiuti.
Colpisce che la soluzione di questo problema, che esiste senz’altro (chi questa estate è passato per la strada di Marinella avrà senz’altro visto le cataste di legna e detriti presente che senz’altro non sono un bellissimo biglietto di vista turistico) sia individuata solo nei “roghi“. Che non esista un piano per separare e selezionare i rifiuti arenati e portarli a diverso smaltimento, ad esempio la legna può diventare, dopo averla trattata adeguatamente, materiale di compostaggio o comunque con utilizzo simile, portando a smaltimento gli altri rifiuti presenti nei cumuli. È da ricordare che anche se fosse solo legna (e così non è) la combustione a cielo aperto provocherebbe comunque delle emissioni in atmosfera e comprometterebbe con i residui anche le aree sottostanti di terreno e di spiaggia.
Per questo chiediamo alla Regione di mettere in campo una proposta seria di smaltimento e di risoluzione del problema con una reale e innovativa separazione dei rifiuti e della legna spiaggiate e/o arenata rinunciando alla scorciatoia, peraltro in contrasto con le norme vigenti, della combustione.
Lo stesso dicai della rimozione dei sovralluvionamenti di inerti. Noi come Legambente non ci siamo mai sottratti a una discussione seria su questo, in cui si valutino con serietà dati e studi e si decida su interventi su zone puntuali di pericolo.
Ma un conto è fare questo un altro è agire anche qui in deroga alle leggi e, se ci posiamo permettere, al buon senso.
Per questo chiediamo alla Regione Liguria un ripensamento profondo di queste posizioni e di mettere in campo progetti e piani non in deroga ma in linea con le leggi.
E non ci si venga a dire che questo comporterebbe troppo tempo e troppi soldi.
Se c’è la volontà politica soldi e tempo rapido possono convivere. Basta che si ragioni in termini di priorità.

Stefano Sarti  Vice Presidente Legambiente Liguria Alessandro Poletti Presidente circolo Legambiente Valdimagra

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