Scandalo latte in polvere, arrestato il primario spezzino Stefano Parmigiani

LA SPEZIA– Un vero e proprio terremoto giudiziario s’è abbattuto questa mattina sulla Sanità nazionale e anche, in particolare, su quella spezzina. Lo scandalo è quello del “latte in polvere“: secondo le accuse molti pediatri (soprattutto medici di famiglia) avrebbero convinto le mamme a utilizzare latte in polvere di note ditte anziché quello materno. Tutto ciò non in cambio di soldi, chiaramente di facile rintracciabilità, ma di  Smartphone, computer, altri “gingilli tecnologici” e poi ancora di viaggi e crociere in mete esotiche: da Sharm El Sheik agli Stati Uniti, dall’India al Mediterraneo. A finire in manette, oltre a cinque informatori scientifici, un dirigente d’azienda di alimenti per l’infanzia e vari medici toscani, anche il primario della Pediatria e Neonatologia spezzina, il dottor Stefano Parmigiani, assieme all’omologo dell’Ospedale di Empoli. Le accuse sono pesantissime, ma il dottor Gianfranco Conzi, direttore generale della ASL, dichiara di non “conoscere i motivi dell’arresto” e di “stimare Parmigiani, ottimo professionista“.

Un “ottimo professionista“, il dottor Parmigiani, che però non è ancora riuscito a far partire a pieno regime il Pronto Soccorso Pediatrico nell’ospedale spezzino, inaugurato in pompa magna oltre un anno fa (articolo).

Adesso occorre aspettare che la Magistratura indaghi: nel frattempo Parmigiani resterà al suo posto come primario?

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