Sarzana, che botta! promuove raccolta di firme per salvare la scuola XXI Luglio

SARZANA– La scuola XXI Luglio non è solo un insieme di pietre, sassi, cemento e mattoni. Quell’edificio, oltre a essere un manufatto architettonico di pregio, sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza dei beni storici, rappresenta settant’anni di vita della città. E’ parte integrante della nostra storia. E’ un bene comune della comunità sarzanese. Venderlo per esporlo all’ennesima speculazione finanziaria ed edilizia appare a noi come un delitto.
Da domattina, sabato 22,  alle 10 in piazza Luni il Comitato Sarzana, che botta! lancia una petizione di firme assieme al Comitato per l’acqua bene comune per chiedere al Consiglio comunale, convocato per lunedì 24, di soprassedere alla decisione di vendere l’immobile alla Cassa Depositi e prestiti per introitare cinque milioni di euro. La CDPP dovrebbe poi a sua volta mettere il bene sul mercato per convertirlo in alloggi o albergo.
Il Comitato chiede ai sarzanesi di mobilitarsi in difesa della loro scuola, affinché resti un patrimonio pubblico, magari anche con diversa destinazione.
I motivi sono molteplici. Innanzitutto vi è il dubbio che la perizia del Politecnico di Torino sia ancora valida dopo il declassamento di Sarzana come zona sismica di alta pericolosità. Visto che in precedenza un insigne docente di statica della facoltà di Ingegneria di Pisa non aveva mai rilevato problemi, si chiede una nuova perizia di livello universitario, che dovrà solo rileggere i dati, visto che la parte dei carotaggi è già stata fatta e dunque i costi non sono proibitivi.
Il costo di ristrutturazione sismica viene oggi valutato in nove milioni di euro, quando nel 2008 la cifra era di quattro milioni. Non esiste alcuna perizia in merito.
La trasformazione della scuola in alberghi o alloggi è assurda. I palazzi Botta non vengono completati per mancanza di acquirenti. A Sarzana il mercato immobiliare è fermo per eccesso di offerta di immobili vuoti. C’è il rischio concreto che la scuola faccia la fine della Colonia Olivetti. Avremo un immobile storico degradato nel centro della città. Non c’è nessun vincolo per destinare i cinque milioni introitati per la costruzione di una nuova scuola da mille alunni, ammesso e non concesso che quella somma sia sufficiente.

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