Federici, Paita e quella biblioteca da 3 milioni di euro in zona esondazione

«Basta costruire in zona rossa» è l’ultimo grido di Raffaella Paita, attuale Assessore della Regione Liguria alle infrastrutture, protezione civile e difesa del suolo.
Questa ed altre perle frutto del recente pentimento “ambientalista” della candidata alle primarie Pd sono piovute come fulmini a ciel sereno sul pubblico dei sostenitori burlandiani non proprio abituato a questo trend.

In molti giornali ci si affretta a fare una mappa delle costruzioni “spericolate” nell’alveo dei torrenti o sul lungomare, ed ecco un catalogo di centri commerciali, porticcioli e palazzi privati costruiti in zone a rischio in cui fan bella mostra anche alcune recenti creature delle giunte spezzine Pagano e Federici.

Ma Spezia, si sa, è Liguria solo quando qualcuno guarda una cartina e non può proprio lasciarla fuori, anche se nessun giornalista genovese o romano la conosce poi davvero, perdendosi così si una delle perle assolute della gestione Federici che tra la costruzione di sottopassi che si allagano, il taglio indiscriminato di alberi anche centenari, la cementificazione di luoghi storici e magari anche vincolati, ecc. non ci ha fatto davvero mancare niente.

Stiamo parlando del progetto della nuova biblioteca, strombazzato come grande recupero di edifici liberty (che in realtà smantella senza pietà, abbattendoli e ricostruendoli per gran parte ex novo) con cui, secondo Federici, «La Spezia cerca di offrire una risposta al declino culturale e dell’istruzione. Nonostante tutto, noi andiamo avanti, non solo resistendo ma anche rilanciando: La Spezia avrà una nuova biblioteca» dichiarava entusiasta il Sindaco alla presentazione del libro di Ippolito «Ignoranti» (!!!)

Ma non sarà un pericoloso azzardo costruire in Liguria, nel 2014, un edificio pubblico come una nuova biblioteca – che nei sogni degli attuali amministratori dovrebbe addirittura sostituire le altre attualmente esistenti – in zona esondazione di un canale (il Dorgia) la cui manutenzione il Comune esegue solo una tantum? Un canale che non più tardi dell’8 ottobre 2014 il “comitato tutela Isola-Montalbano-Felettino” composto dai residenti ha deciso di pulire autonomamente temendo che il suo corso, gonfiato dalle piogge e ostruito da detriti e immondizia, potesse provocare i danni che altrove si sono verificati…

Una perplessità che avevano anche in una Regione in cui, fino al 2011 questo progetto non avrebbe mai potuto essere approvato. Poi qualche “santo” (o santa) è intervenuto con l’ormai famigerato regolamento approvato nel luglio 2011 dalla giunta regionale, che ridusse da 10 a 3 metri la distanza minima dai corsi d´acqua entro cui è vietato edificare e permettendo così al Comune di Spezia di accedere a quei famosi finanziamenti europei milionari. E poco importa se poi nella nuova biblioteca dovremo andarci in barca (per essere ottimisti). Un Comune come il nostro i cui rappresentanti non perdono occasione per ricordare al pubblico che «non ci sono soldi per la manutenzione» (e dunque la manutenzione non la fa), come può progettare un’opera di questo genere sapendo che la sicurezza di una simile costruzione sarà affidata unicamente all’esattezza dei calcoli di portata delle acque (che ahimé sappiamo quanto fallaci si siano dimostrati in questi anni) e ad una manutenzione che esso programmaticamente non fa?

Ne sa qualcosa la Provincia che ad ogni allerta 2 fa chiudere regolarmente le scuole vicine (Carducci, Fossati, Cardarelli), proprio per il rischio di esondazione del Dorgia, nonostante sia stato fatto un intervento per il miglioramento idraulico costato ben 1 milione 665 mila, come riportato anche sul sito della Regione Liguria.

Adesso, con la svolta “ecologista” (e la carega pericolosamente traballante) siamo curiosi di sapere se Raffaella Paita prenderà posizione contro la biblioteca nuova del suo pupillo Federici o se le basterà alzare “gli occhi nel cielo” per scongiurare un’allerta meteo…

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