Trebiano, un castello dimenticato

ARCOLA– Il borgo di Trebiano domina, fin dai tempi della romanizzazione della piana, la vallata del Magra, abbarbicato sulla collina, riparato dai freddi venti del nord e protetto dal suo maestoso castello.
Oggi ha la possibilità di ritrovare un nuovo Rinascimento, grazie ad un gruppo di abitanti e alla passione di un giovane e intraprendente architetto che ha conseguito la propria laurea proponendo uno studio di recupero conservativo per dare vita ad un progetto lungimirante, impegnativo, ma altamente qualificante che con le dovute tempistiche eleverebbe Trebiano al ruolo storico e culturale che, purtroppo, ormai si è perso.
L’idea di questo affiatato gruppo di abitanti, innamorati del loro borgo, ha incontrato l’impegno del giovane architetto che ha messo, dopo alcuni anni di studi e ricerche, nero su bianco l’importantissima messa in sicurezza, il recupero assolutamente conservativo e la realizzazione di un centro polifunzionale all’interno del castello.
Il progetto prevede, attraverso l’accesso a finanziamenti della Comunità Europea per il recupero dei beni e la valorizzazione dei centri storici, l’acquisto da parte del comune del castello e dei terreni confinanti per una prima fondamentale messa in sicurezza del maniero.
Successivamente, all’interno e senza stravolgere minimamente le volumetrie disponibili e la natura dell’immobile, verranno realizzate sale polivalenti, un piccolo punto di ristoro, un camminamento perimetrale alle mura e il ripristino dei vigneti che per un millennio hanno dato di che bere all’intero borgo e degli oliveti, per creare un luogo di degustazione e di vendita di prodotti a km zero, il tutto con materiali riciclabili ed a bassissimo impatto ambientale quali il legno.
Sarà dotato di un internet point con tecnologia Wi-fi tramite la quale il visitatore potrà scaricare un’APP gratuita che illustrerà la storia bimillenaria del borgo ,dalla sua fondazione in epoca romana fino ad oggi e cosa molto importante la realizzazione di un piccolo parcheggio perfettamente integrato che servirebbe ad accogliere i turisti e le auto degli abitanti.
Il castello potrebbe essere dato in locazione dal comune, creando una sorta di “ponte culturale” con Sarzana e il suo riuscitissimo Festival della mente, per una serie di eventi quali mostre di pittura, di fotografia, concerti musicali (consoni alla location), servizi fotografici, matrimoni civili, compleanni per bambini; quando libero da impegni sarebbe il punto di aggregazione, mancante, per l’intera comunità, dove potersi sedere su una antica panca in marmo, chiacchierare amabilmente o dove trovare l’ispirazione per scrivere o scattare una fotografia, dove portare il proprio bambino a giocare in compagnia e sicurezza oppure dove portare una scolaresca per una lezione di storia, da poter toccare con mano.
Il comune a fronte di una sostanziosa spesa iniziale, sostenuta dalla Comunità Europea, potrebbe iniziare ad incassare preziosissimi guadagni in termini di immagine ed economici, da poter poi reinvestire in progetti che ritenesse in essere, quali l’annosa messa in sicurezza del territorio o la ristrutturazione dei borghi.

Tale progetto si confronta con quello presentato ultimamente dall’attuale proprietà che invece snaturerebbe per sempre il maniero, la collina sulla quale poggia da oltre un millennio e l’intero borgo con una serie di interventi irrealizzabili, sia per i costi esorbitanti, per creare un parcheggio da oltre 200 posti auto, saune sotterranee, ristorante, terrazze belvedere con vasca idromassaggio, tunnel sotterranei che dal parcheggio porterebbero direttamente alle abitazioni, dove lo spazio manca per natura, sia per le ferree regole dettate sia dal PUC del comune sia dalla Soprintendenza che tutela i beni storici.
Noi siamo convinti che Trebiano abbia bisogno invece di una buona politica, che abbandoni le vecchie logiche di speculazioni per far arricchire solo pochi, ma che sappia invece veicolare ed investire fondi che l’Europa è disposta a fornirci a fronte di progetti che vadano nell’opposta direzione.
La nostra idea e il nostro progetto è di tutti e per tutti, siamo convinti che non servano progetti utopistici che intervengano pesantemente sull’organismo architettonico del castello per fare rinascere il borgo. Il progetto di recupero non deve limitarsi ad interessi di pochi ma, al contrario, dovrà interessare ed arricchire la cultura e la coscienza dell’intera comunità.
Il nostro compito e dovere morale, come italiani, è quello di instaurare un dialogo proficuo e costruttivo con l’attuale giunta, collaborando, per recuperare ciò che la storia antica ci ha lasciato, portarlo a nuova vita, rispettando le regole e goderne… tutti quanti.

(Mario Botti, per un gruppo di cittadini di Trebiano)

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