Legambiente: mafie in Liguria, quadro preoccupante.

LA SPEZIA– Nel pomeriggio di oggi, venerdì 14, all’Urban Center Legambiente ha presentato il Rapporto Ecomafia 2014, nel quale ha trovato spazio anche il caso “Nave dei veleni“, che portò alla morte del Capitano De Grazia, un processo che sembrava destinato alla chiusura, ma è stato riaperto grazie alla nota Associazione Ambientalista. La situazione delle mafie in Liguria è, purtroppo, preoccupante. “Quando, vent’anni fa, ci siamo occupati per la prima volta di connessione mafie-rifiuti” ha detto Rossella Muroni, (Direttore Regionale Legambiente)  “ci ridevano dietro, ma i fatti ci hanno dato ragione“. Le mafie hanno capito prima di tutti che i rifiuti potevano essere un business ed è proprio sul loro smaltimento che lucrano maggiormente. Lo dimostrano anche i recenti arresti a Genova (i fratelli Mamone e i vertici Amiu).

Non è solo lì che la mafia pervade la nostra regione, però: anche nel cemento e  nell’urbanistica, con appalti e subappalti truccati, gli ‘ndranghesti (ma non solo, sono in espansione anche le mafie russe, come afferma Santo Grammatico, Presidente Regionale) fanno i loro interessi. La politica non è in grado di combattere le eco-mafie, soprattutto perché manca ancora una normativa adeguata; la nuova legge che inasprisce le pene per i reati ambientali (che a oggi sono passibili di pene pecuniarie), è ferma al Senato. Questa legge, che il Ministro Andrea Orlando, in una lettera inviata a Legambiente, annuncia con entusiasmo, viene “stroncata” prima dall’avvocato Valentina Antonini (“finché non è stata approvata anche dal Senato, non è legge”) e poi dalla Muroni, che la definisce comunque una legge deficitaria, nella quale non viene citata la filiera del cemento, altro grande business per le associazioni mafiose. Il vice presidente regionale  Stefano Sarti parla di Pitelli e annuncia che Legambiente si adopererà per far rientrare la collina dei veleni nel SIN, sull’esempio di Colleferro (in cui il Tar Lazio ha respinto il declassamento del sito da regionale a nazionale). E di Pitelli parla anche la giornalista Sondra Coggio, ricordano la conferenza stampa-farsa di qualche giorno fa (articolo), con gli annunci in pompa magna di una “bonifica” che chissà come e chissà quando verrà fatta (se verrà fatta).

Insomma, un quadro desolante, ma Legambiente, assieme ad altre associazioni ambientaliste, a quelle che si occupano di legalità e ai comitati che lavorano quotidianamente sul territorio, continuerà nel difficile lavoro di combattere il malaffare e preservare il nostro fragile territorio.

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