Gli spostamenti aerei del ministro Pinotti e la mela di Luigi Einaudi

Utilizzo improprio di un aereo di Stato, questa l’accusa che Alessandro Di Battista e Luca Frusone, deputati del Movimento 5 Stelle, hanno rivolto al Ministro della Difesa Roberta Pinotti, presentando denuncia alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica.

Riteniamo che Pinotti abbia utilizzato un aereo-blu per farsi accompagnare a casa sua” scrive Di Battista “Lei sostiene di aver semplicemente usufruito di un volo di addestramento già previsto. Caso strano un volo partito 10 minuti dopo l’arrivo della Pinotti a Ciampino (veniva da Cardiff) e diretto, caso ancor più strano, a Sestri, cioè a casa sua. Bene, se ne occuperà la procura e la magistratura contabile. Noi abbiamo fatto il nostro dovere. Abbiamo scritto atti parlamentari ai quali il ministro non ha risposto. Non risponde alla domande dei giornalisti. Se ne frega. Arrogante! Non sono i 3600 euro che quel volo costa ogni ora (comunque non è poco). Il problema è il loro, costante, abuso di potere. Il loro sentirsi invulnerabili, intoccabili, differenti da noi cittadini”.

Dopo la denuncia arriva la replica dell’Aeronautica Militare: non si trattava di un volo di Stato, era un volo di routine addestrativo recante a bordo anche il ministro della Difesa.

Mi è tornato alla mente il famoso episodio che vide protagonista l’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, salito al Quirinale il 12 maggio 1948: al termine di una cena prese una mela e disse: “Per me è troppa, chi ne vuole metà?“. Un gesto semplice ma significativo, in un’epoca difficile, l’Italia appena uscita dalla guerra, c’erano tanta fame e povertà. Perchè sprecare del cibo?

Anche Enrico De Nicola, primo Presidente della Repubblica Italiana, era particolarmente stimato per l’umiltà e l’austerità dei costumi. Per assumere il suo incarico, arrivò a Montecitorio da Napoli con la sua macchina e senza scorta, non volle mai dallo Stato una sola lira di stipendio e pagava di tasca propria persino le telefonate e i francobolli. Non era ricco e rimase celebre il cappotto rivoltato col quale affrontò con superba dignità le incombenze ufficiali della carica. Vista la provvisorietà del suo incarico non ritenne nemmeno opportuno stabilirsi al Quirinale ma alloggiò a Palazzo Giustiniani.

Altri tempi, altra moralità…

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