Fratelli Mamone: l'ultimo arresto, la Massoneria, la 'ndrangheta e quegli strani rapporti con la politica ligure.

GENOVA–  Come riportato da alcuni quotidiani (Il Secolo XIX, La Repubblica) stamattina, 13 novembre, a Genova sono scattate le manette per ben 7 persone. L’accusa è quella di aver truccato appalti per lo smaltimento dei rifiuti in cambio di sesso. A rendere più grave il reato (se ce ne fosse bisogno) è che, secondo le indagini, questo “scambio” riguarderebbe anche lo smaltimento dei rifiuti post-alluvione. A finire in carcere sono stati, tra gli altri, il manager degli Affari Generali dell’Amiu (l’azienda genovese della nettezza urbana), Corrado Grondona, e alcuni nomi molto noti a Genova e non solo: Gino, Vincenzo e Luigi Mamone (nipote).

Ma chi sono i fratelli Mamone? E di cosa si occupano?
Gino Mamone e il fratello Vincenzo si occupano ufficialmente di bonifiche industriali, con la società Eco.ge: il loro è un vero e proprio impero, con moltissimi dipendenti, centinaia di appalti, un grosso giro di soldi e… parecchi guai giudiziari, nonché un’iscrizione alla loggia massonica “Alberto Fortis” (La Repubblica, novembre 2010). I Mamone, inoltre, sono iscritti, già dal 2002, nell’elenco delle famiglie ‘ndranghetiste (relazione semestrale della DIA, Direzione Investigativa Antimafia). Di loro si è occupato, nel corso degli anni, Cristian Abbondanza della Casa della Legalità (www.casadellalegalita.org) rivelando, tra le altre cose, come i Mamone fossero in stretto contatto con Piero Piccolo, scomparso nel nel 2010, uomo di fiducia dell’attuale Governatore della Liguria Claudio Burlando, che però nega rapporti stretti con i Mamone, dicendo di aver incontrato Ginosolo nei cantieri“. Appare strano, se il suo uomo di fiducia era in così stretto contatto con la famiglia e infatti sempre Cristian Abbondanza lo smentisce, in un articolo del febbraio 2012 (Burlando e la Vincenzi sui Mamone mentono!).

Ma i rapporti con la politica ligure non finiscono qui. E’ ancora Abbondanza a parlarne: in data 19 luglio 2014, sul sito della Casa della Legalità viene pubblicato un articolo nel quale si parla di intercettazioni telefoniche tra Gino Mamone e Luigi Merlo. Merlo, spezzino, non ancora cinquantenne, vanta un buon curriculum: vice sindaco della Spezia, Assessore Regionale ai trasporti e infine Presidente dell’Autorità Portuale di Genova. Ma non solo: Merlo è anche il marito di Raffaella Paita, spezzina anche lei, in politica da sempre, assessore regionale, candidata alle primarie per la Presidenza della Liguria, “cocca” di Claudio Burlando. I toni tra Merlo e Mamone sono tutt’altro che formali, tra “raccomandazioni” e richieste “dedicami un’oretta” per un pranzo o una cena. (articolo completo).

Anche alla luce dell’ennesimo guaio giudiziario per la famiglia Mamone, forse sarebbe il caso che la politica ligure spiegasse i reali rapporti con i due fratelli, oppure che ne prendesse le distanze.

 

 

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