Maltempo: 2 i morti in Liguria. A Chiavari arriva l'esercito

LEIVI – Recuperati i corpi dei due coniugi Franca Iaccino, 69 anni, e Carlo Arminise, 73 anni, fra le macerie della loro casa di Leivi investita da una frana.

Il pubblico ministero Biagio Mazzeo ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. La Liguria dunque vede aumentare il proprio tributo in termini di vite umane. Un’ecatombe che risulta dunque sempre più difficile attribuire al maltempo o al caso.

Esistono precise responsabilità per lo stato idrogeologico di una Regione che vede le sue città finire regolarmente sommerse ad ogni acquazzone un po’ più forte e le sue colline franare con una frequenza ormai senza precedenti.
Risuonano ancora come un monito verso chi prova a protestare e a denunciare le parole dell’assessore regionale alle infrastrutture Paita: “Non è il momento delle polemiche, è il momento di agire“, ma le polemiche sono il frutto di una situazione che non si è certo concretizzata ieri. Sono il frutto di anni e anni di malgoverno di questo territorio da parte dei suoi politici, che hanno continuato a far finta di niente e a dare permessi per costruire insensatamente, cementare a più non posso, anche nelle zone “rosse”, a rischio esondazioni.

Raffaella Paita, la pupilla di Claudio Burlando, se dovesse diventare governatrice della Liguria, garantirebbe la continuità di questo sistema scellerato.

Anche a Carrara l’alluvione ha fatto danni e ha già la sua prima vittima. Ieri sera infatti, è morta la donna di 62 anni che era rimasta bloccata per due giorni nella propria abitazione insieme all’anziana madre (88 anni) e due cani, dopo il crollo dell’argine del fiume Carrione .

A Carrara però i cittadini si sono ribellati chiedendo in massa le dimissioni della giunta responsabile politicamente di quanto è accaduto, hanno occupato il Comune.

In Liguria invece si continua solo a prorogare di giorno in giorno lo stato di allerta, che ora è fissato sino alle quindici di mercoledì.

Intanto di allerta però si continua a morire… e presto come nella favola di “Pierino e il lupo”…questi non conteranno e non serviranno più nulla se non a qualche politico per pararsi eventualmente le terga agli occhi della cittadinanza.

Tutto il resto tace e la rabbia continua solamente a rimanere mugugno.

Troppo poco per garantire ai nostri figli e alle persone che amiamo quella sicurezza che dovrebbe essere il minimo comune denominatore di una regione perlomeno civile.

Claudio Burlando ha dichiarato: “Servono subito soldi, altrimenti questa regione non la ritiriamo su. C’è bisogno di almeno 150-200 milioni subito per ridare una speranza alle persone colpite un mese fa a Genova e ora nel Tigullio”.

Invece servono prima e subito politici capaci, onesti, concreti, coraggiosi, al servizio delle persone e non dei poteri forti.

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