Teatro Civico: e alla fine il Comune ha pagato (e tanto) ai ricorrenti

Stagione teatrale, stagione di ricorsi vinti contro il Comune per la nomina al Teatro Civico, stagione di rimborsi ai ricorrenti vittoriosi al TAR.

I ricorrenti (Vergassola, Monteverdi, Ardini Questa Valente) come si sa, avevano vinto al TAR con una sentenza unica in ITALIA perché la commissione non era adatta, diciamo così: due membri su tre non dovevano stare lì o almeno uno dei due doveva dichiarare di avere dei rapporti di collaborazione continuata con il vincitore ALinghieri. Non astenendosi veniva meno il principio basilare di imparzialità e trasparenza. A capo della commissione la dott.ssa RATTI presidente delle Istituzioni culturali. La sentenza parlò chiaro: Il Tar dichiarò illegittima proprio la commissione da lei nominata con decreto dirigenziale 101/2012. Illegittima perché secondo il giudice, sanzionata ex lege articolo 84 del codice degli appalti e articolo 51 del codice di procedura civile sull’incompatibilità e sull’obbligo di astensione.

Quanto è costato il giochetto venuto male, al COMUNE? Tanto, quanto è precisato in una recentissima determina.  Non avendo fatto opposizione alla sentenza al Consiglio di Stato, il Comune ha accettato in questi giorni di provvedere al pagamento delle spese di lite liquidate dal Tar Liguria con le sentenze n.n. 1192/2013 e 1193/2013.e dopo parecchio tempo, finalmente il Comune ha sganciato ai ricorrenti i soldi dovuti.

E quei soldi, è lecito chiederlo, chi li pagherà materialmente? Cioè i dirigenti che sbagliano, e in questo caso la dirigente dovrebbe essere proprio la RATTI, pagano di tasca propria? Pare proprio di no. Fusoni in Consiglio Comunale, come avevamo scritto qua sollecitato dai consiglieri Guerri, Cossu e Mirenda rispose a suo tempo che ” “i dirigenti hanno sbagliato in buona fede e non pagheranno in prima persona.” E aggiunse che “altrimenti il Comune si fermerebbe…. La dirigente Dott.ssa RATTI ha sbagliato ma sarebbe grave “scandagliarli”. Si genererebbe un clima di terrore“.

Nessun clima di terrore, dott. Fusoni, solo un clima di onestà. E sarebbe ora di cominciare a metterlo in pratica.

Ancora aperta la famosa questione del rimborso dei 12 mila euro attribuiti a Alinghieri che in veste di presidente delle Istituzioni firmò la variazione che riguardava la cifra da attribuire all’ex consulente del Teatro Civico  (cioè lui stesso). Che per essere stato destituito da un TAR dopo pochi mesi se ne andava con un indennizzo di tutto rispetto, oltre dodicimila euro. La dottoressa MARZIA RATTI in qualità di direttrice delle Istituzioni era controfirmataria del provvedimento di ricompensa-rimborso che ha avuto l’approvazione del CDA.

Cosa faranno i ricorsisti dopo aver avuto ragione in sede di TAR delle loro obiezioni contro la nomina? Staranno a guardare o procederanno con il ricorso per ottemperanza affinché sia accertata la nullità del provvedimento con cui è stato ugualmente corrisposto il compenso per la consulenza ad Alinghieri?

E la corte dei conti starà a guardare?

 

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