Lettera a Raffaella Paita su Acam

LA SPEZIA– Cara concittadina Raffaella Paita,

mi rivolgo a te con gli stessi toni affabili e amichevoli che ti sono spesso congeniali. Gli stessi che usi per promuovere e annunciare sul web e altrove le molte iniziative che ti vedono protagonista da quando, non più un mistero, vorresti ambire alla presidenza della Regione Liguria. Dunque cara Raffaella, tu dovresti conoscere benissimo la situazione ACAM essendo stata, oltre che capogruppo del tuo partito in anni importanti per l’azienda (1997-2002) anche capo di gabinetto dell’ex sindaco Giorgio Pagano dal 2002 al 2007.
Proprio in quel periodo verosimilmente il debito di ACAM finiva fuori controllo e dunque sarebbe interessante che tu potessi raccontarci come sia stato possibile un tale spreco del nostro denaro. Come sia stato possibile gonfiare a dismisura di dipendenti una società sino ad allora nella norma e a cosa sarebbe dovuta servire tanta gente, se non a proseguire in quella logica tipicamente politica, delle assunzioni clientelari. Ci dovresti spiegare come è stato possibile che sotto i tuoi occhi si siano andate a battere strade in settori improponibili che hanno causato perdite per oltre 300 milioni di euro.
Dovresti farlo , prima di avanzare candidature a incarichi più prestigiosi per spiegare ai cittadini spezzini perché e quanto questa perdita emorragica incontenibile di denaro incide oggi sulle tariffe stabilite per la TARI. Dovresti spiegare per esempio ai cittadini sarzanesi perché dovranno pagare ben 422 euro contro i 200 di una famiglia di Trento o Udine (famiglia di tre persone che abita in cento metri quadrati). Dovresti dire esattamente a questi tuoi concittadini a quanto ammonta in quei 422 euro il costo vero e proprio del servizio e quanto invece di quei soldi andranno alle banche per ricoprire il debito che si è determinato mentre tu ricoprivi gli incarichi sopra ricordati.  Insomma per dirtelo in parole povere : dovresti veramente raccontarci cosa di preciso è successo dentro a quella azienda prima e dopo, quando dal 2007 in poi proprio tu fosti chiamata a rimettere ordine in ACAM avendo ricevuto la delega dall’attuale sindaco Federici del riordino delle società partecipate.
Sarebbero graditi, anzi servirebbero, per rendere il tuo racconto più credibile anche dei nomi e cognomi di politici e funzionari che si sono susseguiti nel tempo, facendo cumulare ad ACAM un debito senza precedenti in Italia in altre aziende del settore… .e al momento anche senza spiegazioni.
Cara Raffaella, credo che leggendo questa lettera, non batterai ciglio, né arrossirai. Troppi anni di dura politica forgiano l’anima e rendono impermeabili a tutto.
Tuttavia non sarebbe davvero male che tu meditassi profondamente su queste poche ma doverose domande che molti tuoi concittadini vorrebbero porti… e magari finalmente ti decidessi a raccontarci davvero tutta la verità. Non i soliti discorsi in politichese che ti abbiamo sentito fare in decine e decine di interviste, ma poche e precise parole che ci spieghino una volta per tutta di chi è la responsabilità politica e amministrativa del dissesto (ma solo perché una municipalizzata non può fallire) di ACAM e “bontà tua“, cosa si potrebbe fare (oltre che salassare i cittadini, per rimettere in sesto l’azienda onde poter vivere tutti in una cittadina più pulita (al momento Spezia è un porcile), con la differenziata ovunque e non a macchia di leopardo, e un numero “adeguato” di dirigenti e funzionari… invece che pochi addetti in strada e palazzi stracolmi di colletti bianchi.

(Massimo Baldino)

Advertisements
Advertisements
Advertisements

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.