Mario Borghezio alla Spezia: una visita sgradita

LA SPEZIA – Per problemi “organizzativi” l’incontro pubblico (tema legalità e sicurezza) previsto domenica 9 novembre con l’attualmente leghista Mario Borghezio sarà spostato da Piazza Brin a Piazza Mentana. Rifondazione Comunista aveva espresso nei giorni scorsi la sua contrarietà alla presenza di quest’uomo nella nostra città, medaglia d’oro alla resistenza, da sempre multietnica, antirazzista e antifascista. La segretaria provinciale della Lega Nord, Stefania Pucciarelli, risponde: “Non ero a conoscenza che R.C. fosse contro questi temi che per la Lega e i cittadini sono sacrosanti, colgo l’occasione quindi a che concentrino maggiormente la loro attività politica nel protestare contro la crisi di lavoro troppo spesso causata da contratti impari che penalizzano in primo luogo i lavoratori italiani, cosa di cui R.C. ben se ne guarda di parlare”.

Mi permetto di rispondere alla signora Pucciarelli che sobillare gli animi, voler far passare immigrati, extracomunitari, zingari, i poveracci insomma, per i principali responsabili della crisi che attanaglia l’Italia ma non solo, significa alimentare una guerra tra poveri e in questo modo non si difendono né la legalità né la sicurezza, ma anzi si fa un’informazione scorretta e non si ha il coraggio di dire quali sono i veri mali della società moderna, quali sono e di chi sono le vere responsabilità.

Per me Legalità è punire i ladri, non quelli che rubano per fame però, ma quelli che rubano alla collettività approfittando delle loro posizioni di potere, rubano soldi, posti di lavoro, dignità alle persone, rubano la giustizia. Legalità è eliminare i clientelismi, neutralizzare la mafia, buttandola in primis fuori dalle Istituzioni. Un Paese dove la Legalità è rispettata sarà anche un Paese sicuro.

E di quale legalità e sicurezza vorrebbe parlare Mario Borghezio? Vanta trascorsi nell’estrema destra, ha affermato di avere militato da giovane nel movimento internazionale di ispirazione nazionalista Jeune Europe, nel luglio 1976 venne fermato dalle Autorità al confine nei pressi di Ventimiglia, e trovato in possesso di una cartolina firmataOrdine Nuovo ed indirizzata “al bastardo Luciano Violante” (magistrato allora impegnato in inchieste contro l’eversione di matrice neofascista). Il testo del messaggio, accompagnato da alcune svastiche e da un “Viva Hitler”, era il seguente: “1, 10, 100, 1000 Occorsio”. Vittorio Occorsio, anch’egli giudice protagonista della lotta contro il terrorismo nero, era stato ucciso appena due giorni prima in un agguato.

E per non farsi mancare nulla, nel 1979 nel corso delle indagini per “truffe e strane operazioni finanziarie che hanno per sfondo la fantomatica cooperativa «Aurora» di Borgaro, il giudice istruttore Accordon ha emesso sei mandati di cattura eseguiti dai carabinieri del reparto operativo, tra i quali Mario Borghezio.

Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa per violenza privata su un minore: aveva trattenuto per un braccio un venditore ambulante marocchino di 12 anni per consegnarlo ai carabinieri… Mi domando se avrebbe il coraggio di trattenere per un braccio Totò Riina per consegnarlo ai Carabinieri…

Nel 2000 al termine di una fiaccolata antidroga del «Coordinamento Piemonte dei volontari verdi», Borghezio venne  ritenuto responsabile insieme ad altri sette leghisti dell’incendio scoppiato presso i pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino. Venne condannato in via definitiva dalla Cassazione. Quindi insomma, uno che appicca incendi sotto il sedere delle persone non è esattamente uno che ha chiaro cosa siano la legalità e la sicurezza.

Il 30 aprile 2013 ha parlato, nel programma radiofonico sopracitato, della neo-ministro di origine congolese Cecile Kyenge utilizzando numerose frasi razziste: “Questo è un governo del bonga bonga, vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo. […] La parola ‘negra’ in Italia non si può dire ma solo pensare. Fra poco non si potrà neanche dire clandestino, si dirà sua eccellenza. […] Mi sembra una brava casalinga, non un ministro del governo. […] Gli africani sono africani, appartengono a un’etnia molto diversa dalla nostra. Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l’enciclopedia di Topolino. Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano”

Non so se la signora Pucciarelli è a conoscenza dell’invidiabile curriculum del Borghezio, però so che da spezzina, italiana, cittadina libera, antirazzista e antifascista questa visita mi offende. Oltre alla vergogna che provo per essere rappresentata da certi soggetti.

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